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Cesa:"Ma la Polverini può contare su appoggio esterno"

Lazio: Il Pdl rischia l'implosione, l'Udc abbandona la giunta


Lazio: Il Pdl rischia l'implosione, l'Udc abbandona la giunta
01/05/2010, 14:05

ROMA - Ancora numerosi nodi apparentemente indistricabili per la neo eletta Renata Polverini: la sua giunta, tra lotte interne, scontenti, delusi ed arrivisti, rischia di implodere ancor prima d'essere stata formata. Ad aggravare la situazione, poi, c'è l'autentica secessione delle province di Latina, Frosinone e Viterbo.
Così, gli alleati dell'Udc, fiutando una possibile debacle del Pdl laziale, decidono per un appoggio a metà: niente presenza diretta nella giunta ma sostegno esterno comunque garantito. L'azione un po' ambigua decisa da Lorenzo Cesa si evince chiaramente grazie ad una doppia considerazione; la prima molto critica e quasi lapidaria:"Questa giunta non ci piace, è nata male, forse andava fatta in maniera diversa" e la seconda, decisamente più accomodante e rassicurante:"Ma Renata stia tranquilla, la sosterremo nell'azione di governo".
Del resto, il segretario centrista, ha anche le sue buone ragioni per comportarsi in ,maniera più che guardinga nei confronti di chi, come la Polverini, ha disatteso in un lampo tutte o quasi le promesse generosamente fatte durante la campagna elettorale. L'alleanza, infatti, era stata stipulata dietro un accordo preciso: tre assessorati ed una vicepresidenza sarebbero andati all'Udc in caso di vittoria. Appena ottenuta la presidenza, l'ex sindacalista, ha però piazzato in quei posti strategici dei fedelissimi Ugl ed altri rappresentanti del Popolo delle libertà.
Per tale ragione, come molti centristi sostengono con fermezza:"se si rivotasse oggi Casini quell'accordo non lo rifarebbe più".
E così, l'ingovernabilità della Pisana (35 consiglieri d'opposizione e 35 di maggiornaza), con la decisione del Tar che potrebbe rigettare la proposta di allargamento a 73 membri, i rappresentanti Udc oramai fuorisciti ed altri tre consiglieri Pdl probabilmente silurati dai giudici, sembra più che una remota possibilità . Anche se poi la giunta fosse ampliata, la differenza di numeri tra centrodestra ed opposizione sarebbe comunque decisamente trascurabile. Una simile disfatta risulterebbe gravissima per la Polverini che, proprio nella giornata odierna, ha promesso una riorganizzazione delle deleghe (così che Cesa e i suoi possano scegliersi meglio i posti da occupare in giunta e quindi tornare). 
Come se non bastassero già i problemi interni nella città capitolina, anche le province fanno sentire la propria voce e, attraverso il presidente ciociaro Iannarelli, tuonano:"Negli ultimi 40 anni è cresciuta solo Roma a danno di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti per l'anomalia di una Regione con testa enorme e corpo filiforme".
Insomma: chi ha vinto le elezioni nel Lazio, rischia subito dopo di perdere l'amministrazione della regione. Un paradosso reso possibile dalla cialtroneria sempre più dilagante che caratterizza in maniera lampante certe forze politiche e che, a quanto pare, porterà il Pdl romano ad una crisi potenzialmente devastante. E chi esulta si ricordi che non ci sono alternative credibili al governo di centrodestra nel Lazio e che, in effetti, il vero dramma è proprio questo.

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di Germano Milite
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