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Le conclusioni dei lavori consiliari con il discorso del Sindaco


Le conclusioni dei lavori consiliari con il discorso del Sindaco
22/06/2012, 15:06

Prima del voto finale sul bilancio di previsione 2012, in Aula erano intervenuti i consiglieri Gennaro Esposito e Carlo Iannello di Napoli è Tua per annunciare che sarebbero usciti dall’Aula e non avrebbero votato il bilancio motivando la scelta con la necessità di sciogliere alcuni nodi politici e vicende che hanno contraddetto, a loro dire, il programma elettorale.
Ai consiglieri hanno replicato per primi il capogruppo di NèT Vasquez e Fucito, dopodiché sono stati approvati gli emendamenti alla delibera 399 di Bilancio – molti, degli oltre 100 presentati sono stati nel frattempo accorpati o ritirati.

Per dichiarazioni di voto, sono intervenuti i consiglieri: Fiola, Ciro Borriello, Palmieri, Fucito, Moretto, Pace, Zimbaldi, Santoro, Moxedano, Attanasio, Lebro, Rinaldi, Luigi Esposito.
Moxedano e Luigi Esposito (IDV), Rinaldi e Pace (NeT), Fucito (FdS) hanno preannunciato il voto favorevole, Lebro (UDC), Zimbaldi (Gruppo Misto – Iniziativa responsabile), Ciro Borriello (SEL) hanno annunciato l’astensione. Fiola (PD), Palmieri (Liberi per il Sud), Moretto (PDL Napoli), Santoro (FLI), Attanasio (Gruppo Misto – Verdi) hanno invece preannunciato che sarebbero usciti dall’Aula al momento del voto. Cosa che si è poi verificata soltanto per Attanasio (che ha lasciato l’Aula durante il discorso del Sindaco) e per Palmieri e Santoro, mentre il PD, dopo il discorso del Sindaco, ha comunicato, con Fiola, che sarebbe restato in Aula e si sarebbe astenuto, mentre Moretto ha deciso di restare in Aula e di votare no.

Prima del voto, il Vice Sindaco Sodano e il Sindaco de Magistris sono intervenuti in Aula per ringraziare i consiglieri e la Giunta per il lavoro svolto.

Per il Vice Sindaco Sodano, dopo 27 ore di dibattito e anche di contrapposizioni, la maggioranza e il Sindaco sono più forti. “Non abbiamo mai perso di vista la visione di una città nuova” ha continuato Sodano rivendicando all’Amministrazione di aver fatto in questo anno scelte che cambiano il destino di una città, come la cancellazione definitiva dell’inceneritore e la chiusura della discarica di Chiaiano. Augurandosi che le nuove importanti scelte da fare – su Napoli Est, su Bagnoli - nascano dal confronto tra tutte le forze politiche ha rivendicato gli elementi positivii del bilancio, a partire dalla reintroduzione dell’esenzione del 50% nella Tarsu per i cittadini di Chiaiano e dall’apertura ai giovani con lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi, scelte fatte con la collaborazione di tutti, nell’interesse della città di Napoli.

Il Sindaco de Magistris ha esordito con la valutazione che i lavori consiliari gli hanno consentito di registrare un rafforzamento della maggioranza. Nonostante gli abbandoni, che si augura siano temporanei, anche il Gruppo di Napoli è Tua esce rafforzato nel suo ruolo di lista civica, un plusvalore accanto ai partiti.
Il Sindaco ha continuato dicendo di sentire fortemente l’opposizione al Governo Monti ma, contemporaneamente, da Sindaco, di essere impegnato a trovare soluzioni istituzionali per intervenire sull’indebitamento, prodotto soprattutto dalla mala amministrazione, che è il principale dei problemi. Bisogna “sbloccare il cronologico”, cioè pagare i creditori del Comune perché altrimenti, “mentre noi paghiamo le banche, gli imprenditori sono costretti a ricorrere agli usurai o, addirittura, alla camorra”.
Con questo bilancio, ha concluso, noi abbiamo fatto in piccolo quello che avrebbe dovuto fare il Governo: investimenti, politiche sociali, progressività nelle imposte.
Dopo un passaggio sulla necessità di rafforzare i rapporti tra giunta e consiglieri, che sono gli eletti dal popolo e rappresentano la comunità, de Magistris ha detto che Napoli ha scritto una pagina politica nuova, nata da una sintesi che tiene insieme tutte le sensibilità – “il bene comune non è né di sinistra né di destra” – ma che la città deve avere una ambizione maggiore: essere un laboratorio politico forte, un fatto positivo per la politica in generale.
Si apre una grande stagione di lotta politica, nella quale accanto alla responsabilità istituzionale, bisogna riprendere la lotta nelle piazze, una stagione non ideologica ma fondata sull’identità meridionale e sul principio del bene comune.


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di Redazione
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