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Le elezioni a Napoli. Perchè votare De Magistris


Le elezioni a Napoli. Perchè votare De Magistris
22/05/2011, 12:05

 

DE MAGISTRIS UN SUCCESSO SENZA PARTITO E UNA SINISTRA SENZA PARTITO

di Ettore Combattente



 

I forum digitali dei network sociali sono percorsi da pacchetti di bit sui risultati del primo turno dell’ elezione del sindaco di Napoli. L’informazione viaggia a velocità della luce. E questo è un bene. Anche se sorge un dubbio: non siamo sempre gli stessi che si incontrano su facebook, sulle lettere al Direttore, sulle pagine dei siti di giornali e riviste? La gente che dice ? Questa è la gente?Ho espresso negli scambi avuti una nostalgia dei dibattiti in sezione del PCI, dove c’era rispetto di ognuno, dove il più umile discuteva con intellettuali, filosofi, operai, artigiani, studenti, braccianti, contadini, ambulanti, casalinghe, disoccupati.  Mi sono state sollevate rilievi di conservatorismo, i tempi sono cambiati, i “fumosi e umidi” ambienti affollati di passione e fiducia nel partito e nei gruppi dirigenti sono superati. Gianni ha richiamato giustamente l’odore o la puzza degli umani che si avvertiva lì. A chi spettava la decisione? Ho ribadito che nel centralismo democratico era il vertice, ma è lontano da me l’esaltazione di quel metodo antidemocratico. Ma ora chi decide ? non sono in pochi? e sempre gli stessi? e non è peggio se a decidere è uno solo ? Allora la partecipazione era autentica e la discussione era utile a capire cosa pensava la gente normale, a svolgere una rappresentanza sociale almeno fino a che non si toccavano i cardini della ideologia e, comunque, a formare una classe dirigente.Che la democrazia abbia bisogno del confronto pubblico e dell’apporto delle competenze è un dato della civiltà sin dalla democrazia greca. Certo, oggi, le città sono di milioni di abitanti, e la società mette a disposizione mezzi eccezionali per fare correre le informazioni; ma chiedo a chi si esalta di essi : non ha bisogno il governo democratico di consenso sul merito? Questi media estendono coscienza della forza della democrazia, mettono in campo la protesta contro chi ha governato male, ma il problema del mondo contemporaneo e come coniugare informazione, corretta e competente, democrazia delegata, partecipazione popolare, e sedi di riconoscimento di identità culturale e d’interessi sociali quali sono i partiti. L’informazione pletorica non può coniugarsi con il personalismo? Berlusconi docet. La democrazia ha bisogno di un luogo in cui identità ideali e proposte di governo contribuiscono alla coesione sociale e politica sul merito; altrimenti si instaura il personalismo che non da conto a nessuno. Ci vorrebbe una partecipazione e passione di cui abbiamo molti di noi nostalgia ma con una impronta laica e un’informazione non di parte. Non dimentichiamoci che la destra esiste e pesa nella politica del paese, a prescindere del berlusconismo. L’antipolitica si sforza di diffondere, e per ora ci è riuscita, che i partiti sono tutti uguali, arraffatori di risorse pubbliche. Il malaffare è dato per scontato nell’attuale società, l’etica pubblica non è di moda, e la giustizia non dovrebbe colpire i potenti. La destra rappresenta interessi reali della società di lobby che misurano la politica secondo un punto di vista di chi non è interessato alla inclusione degli esclusi, nè ad un distribuzione del reddito nazionale più equo. La sinistra vive con la democrazia e la partecipazione consapevole, la politica non è solo informazione, sapere, ma è decisione. Invece il PD a Napoli si è rivelato un contenitore vuoto di reale rappresentanza sociale e ideale: immoblismo e incapacità di assumere decisioni di riforme. .Io penso ad un allarme suonato spesso e sempre senza esiti, circa le dimensioni che ha assunto l'emigrazione dei giovani napoletani al Nord e  nel mondo in sviluppo. Sono diplomati e laureati. E’, in proporzione, è un fenomeno pari alla diaspora dei meridionali all’inizio del secolo scorso. La crisi mondiale ha frenato, ma la certezza che a Napoli non c'è futuro per i giovani rimane forte. Chi ascolta i giovani? pochi. Chi risponde concretamente alle loro attese? nessuno.   A Napoli al voto si è astenuto, il 40% , sono giovani.  Nell'immane problematica del Sud ha operato il combinato effetto (?) delle politiche del governo nazionale di destra ( la bassa  percentuale di Lettieri è una condanna)  e l'incapacità della  sinistra, del PD, in Campania a governare.  I mancati investimenti produttivi sono cause ed effetto del lavoro nero, dell'assistenzialismo e della difesa  corporativa del lavoro pubblico a cui aspirano i movimenti dei disoccupati, fino a sostenere la raccolta differenziata porta per porta. Quante nuove assunzioni nella spazzatura? Quanto costerà ai cittadini lo smaltimento dei rifiuti? Nessuno punta sul civismo dei cittadini per la differenziata. Il sindacato più rappresentativo, la FIOM, della Campania è stato rigidamente subalterno ad una scelta del Nazionale FIOM che si è preoccupato di garantire  Mirafiore con un rifiuto  di Pomigliano alle prospettive di riapertura e di pieno impiego. La CGIL regionale si era reso conto che era in gioco lo stabilimento e favorì un atteggiamento responsabile. Il PD fu contraddittorio e non assunse alcuna iniziativa. A Napoli dall’estero non  giunge nessun investimento capace di fermare l’esodo, e chi ha capitali   investe all’estero. Questo il grande problema di Napoli e non l’immobilismo mascherato dalla difesa dei diritti universali, che non sono tali anche adesso se non c’è ripresa del lavoro produttivo. Il voto (il vento) del nord, la differenza sta  nel riscatto della società milanese,  per cui di fronte all’ “offerta onirica” e alla furia antistituzionale di Berlusconi,  una parte importante dell'elettorato di destra si è astenuta,  e, inoltre, la  concreta difesa degli interessi del nord svolta da parte della sinistra politica e sindacale ( Torino, Milano ),  hanno inventato "la questione settentrionale", ha convinto l'elettorato moderato e unita la sinistra. L'esempio della lega ha insegnato e  il nazionale del PD si è guardato bene di interferire nelle scelte locali al Nord.  Hanno presentato candidati credibili per continuare l’esperienza di Chiamparino a Torino, Fassino, e a Milano il PD ha riconosciuto la sconfitta del suo candidato alle primarie e si è impegnato per la vittoria di Pisapia.

Bando alle chiacchiere votiamo e facciamo votare De Magistris, che rappresenta una novità, nel senso che non è responsabile del dissesto e dell'inefficienza del centro sinistra, poi ha intercettato i voti dei giovani che chiedevano discontinuità e della protesta civile per la legalità , e questo è una garanzia. E’, sì, privo di un partito costituito  strutturalmente sul territorio (nessun partito a Napoli lo è più); ma è una speranza e rappresenta una scommessa personalistica in una politica  nella quale sono assenti i partiti e nessuno rende conto a nessuno. E’ necessario per questo salvare il contenitore PD, va rinnovato e reinsediato nel territorio; lavoriamo perché il programma alternativo alla destra, sia in rete ma pure nel cervello di uomini in carne ed ossa. .


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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