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Le inchieste di Julie fanno paura, consigliere Diodato minaccia giornalista


Le inchieste di Julie fanno paura, consigliere Diodato minaccia giornalista
03/03/2010, 16:03

NAPOLI - Questa mattina il direttore editoriale della testata giornalistica dell’emittente Julie Italia, Giovanni De Cicco, ha presentato, presso la Procura della Repubblica di Napoli, una denuncia-querela nei confronti di Pietro Diodato, vicecapogruppo del Popolo delle libertà e candidato alle Regionali nella lista del Pdl. Il direttore De Cicco, durante la trasmissione Mosaico, sul tema delle liste trasparenti, atti alla mano, ha effettuato una serie di inchieste sulle collusioni e gli intrecci pericolosi che coinvolgono la locale classe dirigente. Tra questi, figura l’onorevole Pietro Diodato, in quanto risulta coinvolto in numerose attività all’attenzione della magistratura . I fatti, gravi, si svolgono domenica 28 febbraio presso l’hotel “Excelsior” di Napoli, prima della presentazione ufficiale delle liste del Pdl. “Mentre mi dirigevo ad intervistare l’onorevole Maurizio Gasparri – ha scritto De Cicco nella denuncia -, unitamente ad altri colleghi, venivo in un primo momento seguito con sguardo torvo e minaccioso da Pietro Diodato. Mentre intervistavo Gasparri, Diodato si poneva alle sue spalle che, con un chiaro movimento labiale, mi rivolgeva un minaccioso <non ti preoccupare>. A quel punto fermavo l’intervista dichiarando ad altra voce che Diodato mi stava minacciando e l’onorevole Gasparri lo allontanò con la mano, riprendendo l’intervista. Dopo qualche minuto, il cameramen con me in servizio, lo riprendeva con la telecamera nel mentre in compagnia di due persone, Diodato mi guardava minaccioso dicendo, e lo si legge chiaramente dal labiale : <Lo faccio male –faccia di merda>”. L’editore di “Julie Italia” esprime solidarietà al direttore Giovanni De Cicco ed a tutti i colleghi della redazione, impegnati, in vista delle elezioni Regionali del 28 e 29 marzo, in una dettagliata e puntuale inchiesta, col supporto di atti e di una copiosa documentazione di rilevante interesse giornalistico, verificata nei minimi particolari, sulla trasparenza e sulla legalità nonché ad una sorta di legittimità morale di coloro che si candidano a rappresentare le istituzioni. Tra l’altro, le inchieste di “Julie Italia” sono state riprese, nei giorni seguenti la trasmissione, dalla stampa nazionale e locale.“Le minacce e le intimidazioni – conclude De Cicco – non fermeranno le nostre inchieste. La libertà di stampa e di informare rappresenta uno dei pilastri della democrazia e non saranno episodi di <bullismo> a frenare il lavoro di tanti colleghi impegnati in prima linea a difesa della legalità e delle istituzioni”.

Guarda il documento che inchioda il candidato alla Regione Campania, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

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di Redazione
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Ecco il documento che spiega i motivi dell'esclusione di Pietro Diodato