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Le incompatibilità del ddl intercettazioni


Le incompatibilità del ddl intercettazioni
12/06/2010, 09:06

E' stato approvato da pochi giorni al Senato un disegno di legge sulle intercettazioni che, salvo improvvisi ripensamenti, verrà approvato con lo stesso testo anche alla Camera, con l'apposizione della fiducia (la terza in tre passaggi, a dimostrazione di come questa legge non sia benvoluta neanche all'interno della maggioranza. Dando per scontata anche la firma del Presidente della Repubblica, che ha già detto di non avere intenzione di usare il suo potere di rinviare la legge alle Camere, vediamo i punti fondamentali di questa legge.
Il primo punto è la limitazione dei tempi per le intercettazioni. Un massimo di 75 giorni è assolutamente insufficiente, per una indagine seria. Sul fatto poi della proroga di tre giorni in tre giorni superata da barriera dei due mesi e mezzo, è solo una presa per i fondelli dei magistrati, anche perchè la proroga sarà concessa solo se ci sono le prove che è indispensabile. Inoltre non è più possibile fare le intercettazioni "a strascico", cioè intercettare tutte le persone che hanno rapporti con un certo reato per verificare chi c'entra. La teoria del Pdl è sintetizzabile in questa frase detta dal deputato Italo Bocchino: "Non possiamo permettere che un Pm decida di intercettare una persona per un anno, e poi vede che cosa è uscito fuori". Ora, tralasciando che se si tratta di un boss mafioso, io non avrei nulla in contrario, ma comunque questa frase dimostra che l'Onorevole Bocchino non ha nessuna indea di come funzionano le intercettazioni. Infatti quando il Pm decide di fare una intercettazione telefonica, è perchè - dal punto di vista probatorio - è abbastanza disperato. Nel senso che, avendo provato in tutti gli altri modi, non gli rimane che l'intercettazione. Ma i decreti di intercettazione - che con la legge attuale vanno approvati dal Gip - hanno una durata limitata, in media un mese o poco più. Dopo di che il Pm deve tornare dal Gip a spiegare perchè chiede ancora un allungamento dei tempi. Certo, alle volte il rinnovo è "sulla fiducia", nel senso che il Pm chiede un prolungamento senza avere nulla di sostanziale in mano, ma ne può avere uno, al massimo. Poi o ha qualcosa tra le mani o il Gip nega le intercettazioni. Altra menzogna della destra: "Le intercettazioni costano troppo". Vero, ma perchè? Perchè lo Stato italiano, anzichè acquistare le apparecchiature di registrazione le affitta. Quindi, supponendo che c'è bisogno di spendere un milione di euro per acquistare tutte le attrezzature, si preferisce spenderne 2 o 3 affittando le stesse, in modo da far guadagnare in maniera spropositata certe persone. Certo bisognerebbe vedere se non c'è qualche irregolarità, ma questa è materia per i Tribunali, non per il giornalista. Altro risparmio si potrebbe avere cambiando il contratto di servizio con le compagnie telefoniche, aggiungendo che devono collaborare gratuitamente con i Tribunali, per le intercettazioni così come quando forniscono i tabulati o altre cose del genere. Un'altra obiezione del governo: "La gente ha paura che se parla al telefono viene intercettata". Ora, se vengo intercettato io, sai che rottura di scatole per chi mi ascolta? "CIao, mamma, come va? Papà sta bene? E il cane?", oppure le telefonate in redazione quando ci coordiniamo sul cosa fare o via discorrendo. E penso che lo stesso sia per il 90% dei cittadini italiani. Resta quel 10% di delinquenti, che possono essere intercettati. Il problema è che l'esperienza dimostra che spesso, intercettando i delinquenti, ci si imbatte in telefonate fatte da politici, ministri, sottosegretari e UN Presidente del Consiglio. E quindi per questo hanno deciso di abolire le intercettazioni.
Ancora una menzogna che viene detta dalla destra: "Questa legge non modifica nulla sui reati di mafia e terrorismo". Vero in teoria, nel senso che nella legge è scritto così, ma falso in pratica. Immaginiamo che venga trovato un cadavere, una persona uccisa a colpi di pistola, e che l'omicida non abbia lasciato i propri documenti sul luogo (cosa che di solito non avviene). Come si fa a sapere se è un omicidio di mafia o semplicemente una rapina andata male? Quindi va trattato - in base ai principi di legge - come una vicenda normale, non di mafia, fino a prova contraria. Questo riduce notevolmente la possibilità di trovare i colpevoli dei reati.
Per non parlare poi del fatto che di fatto sono proibite le intercettazioni ambientali, in quanto sono concesse per soli 3 giorni, non in ambienti privati e solo dove si sta commettendo un reato. Se io Pm so che in un certo punto viene commesso un reato, io non metto una cimice, mando direttamente i Carabinieri o la Polizia a fare una retata. Ma il "non in ambienti privati", significa che io non posso mettere una microspia nella macchina di un boss mafioso o a casa sua. Ma stiamo scherzando? Per non parlare del limite solo di tre giorni: se quello di 75 è insufficiente, che valore hanno quei 3 giorni?
Ma questa legge può durare a lungo? No, perchè viola molte leggi costituzionali ed europee. Senza scendere nel dettaglio, c'è una palese violazione dell'articolo 21 della Costituzione, perchè viene introdotta una censura. Inoltre c'è la violazione del principio della continuità probatoria, nel senso che non si può dire al Pm: "Fino qui indaghi; oltre non puoi". L'unico limite di questo genere è quello contenuto nella Costituzione quando si parla di parlamentari e del Presidente della Repubblica; ma non con una legge ordinaria. Ma soprattutto c'è la violazione di una recentissima sentenza della Corte Europea, che si è espressa sul caso di due giornalisti francesi che avevano pubblicato delle intercettazioni vere ma che i due si erano procurati in maniera illegale e che per questo erano stati condannati. La Corte Europea ha obbligato il governo francese a cancellare la condanna, in quanto l'interesse dei cittadini a conoscere ciò che accade ha la prevalenza su qualsiasi altra considerazione. Di conseguenza la nostra legge, che prevede sanzioni penali per giornalisti ed editori che raccontano la verità, è in contrasto con questa sentenza. E questo ci garantisce una multa (ovviamente che il governo scaricherà su noi cittadini) se questa legge diventerà effettiva.
A questo proposito, vale la pena di menzionare un'altra menzogna detta dalla maggioranza di governo: "Questa legge impedisce la pubblicazione di intercettazioni che tirano in ballo persone che non c'entrano nulla con le vicende oggetto di indagine e che restano infamate". Ora, a parte che raramente se uno poi gli chiede un esempio, raramente riescono a fare qualche nome, ogni tanto riescono - con immenso sforzo a tirarne fuori due. Il primo, che risale all'epoca delle intercettazioni dei cosiddetti "furbetti del quartierino", è quello dell'SMS che si scambiarono Ricucci e la Falchi in cui il primo diceva alla seconda che la amava (capirai che scoop: un marito che dice alla moglie "Ti amo"). Il secondo riguarda Francesca, la massaggiatrice dello Sport Salaria Village che faceva i massaggi alla cervicale a Guido Bertolaso. E - per rubare una espressione a Marco Travaglio - faceva dei massaggi ad una cervicale così bassa che poi c'era uno che veniva incaricato di cercare i preservativi che potevano essere stati lasciati in giro. Ora, il fatto che si sappia che c'era questa massaggiatrice di nome Francesca, che problema è? Se lei è una professionista che lavora allo Sport Salaria Village dovrebbe essere contenta che le sue doti siano di tale livello da essere vantate in una intercettazione uscita sul giornale. E' una pubblicità enorme e gratuita. O c'è altro sotto?
Come si vede, è sempre la solita storia. Si raccontano un sacco di balle, a cui il popolo bue crede, anche perchè vengono ripetute su tutti i giornali e in tutte le TV senza che un solo giornalista faccia notare che sono balle. E quindi diventano la verità, per tutti; mentre poche persone, che dimostrano che sono balle, vengono aggredite ed insultate per questo. Perchè osano contrastare la "verità ufficiale", una verità vera quanto un biglietto da 3 euro

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di Antonio Rispoli
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