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L’imprenditore del "dispregio della legge" resta in cella

Le mani sulla città: lo strapotere di Romeo, Bassolino fa Pilato


Le mani sulla città: lo strapotere di Romeo, Bassolino fa Pilato
06/02/2009, 21:02

Ma come faceva il Governatore della Regione Campania a non accorgersi dell’anomalia di un Romeo che vinceva tutti gli appalti? E’ la domanda che Klaus Davi ha fatto ad Antonio Bassolino, che ha liquidato la questione con una risposta a metà tra il lavaggio di mani di pilatesca memoria e la parata e stoccata di un esperto schermidore. Come a dire, se Campania è stata cieca, non è che le altre regioni ci abbiano visto benissimo. “Il gigantismo di Romeo, - ha detto Bassolino, - non è soltanto un fenomeno napoletano. L’impresa ha avuto, e ha vinto, numerosi appalti importanti a Napoli, a Roma, a Milano e in altre parti. E spetta alla magistratura di indagare sulla correttezza di tutto questo. La vicenda ha interessato in modo duro il Comune di Napoli e devo dire che il sindaco ha reagito con fermezza e determinazione, cambiando praticamente una parte fondamentale della giunta. Ora io penso che bisogna, sempre nel pieno rispetto della magistratura, vedere anche gli sviluppi e il prosieguo delle indagini. Vi sono più filoni, ci sono documenti inviati a Roma e a Milano. Ciò che conta, a mio avviso, è che l’istituzione sappia rispondere in modo fermo e il sindaco mi pare abbia saputo farlo”. La conferenza dei capigruppo in Consiglio comunale di Napoli si è espressa oggi favorevolmente sull’istituzione di una commissione di indagine su tutti gli atti e sui rapporti con la società Romeo. La conferenza ha deciso che entro 45 giorni dalla costituzione del gruppo di lavoro, istituito ieri dal sindaco Rosa Russo Iervolino con apposito decreto, il Consiglio comunale deciderà di costituire la commissione di indagine. La decisione è stata presa col voto contrario di Prc, Verdi, Sinistra Democratica e Pdci e l’astensione di Iniziativa popolare-Movimento Civico.


Ma Romeo resta in carcere, ha “inclinazione al dispregio della legge”

Nessuna buona nuova per Alfredo Romeo, in carcere dal 17 dicembre scorso. Oltre all’imminente revisione di tutti i rapporti col Comune di Napoli, per lui è stata rifiutata la scarcerazione. Il gip Paola Russo ha infatti oggi respinto la richiesta di revoca del provvedimento avanzata dai legali dell’imprenditore. Sulla scarcerazione avevano espresso parere negativo i pm titolari dell'indagine, i sostituti della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.

Nell’ordinanza del gip Russo si legge che l’imprenditore Romeo ha una “rilevata inclinazione al dispregio della legge”. Il giudice in primo luogo ha sottolineato che il Tribunale del riesame, confermando nelle scorse settimane il provvedimento restrittivo, “ha ravvisato e rimarcato l’allarme sociale insito nelle condotte dell’indagato evidenziando l’intensità delle esigenze di tutela della collettività”, poi ha ricordato, rifacendosi alla ordinanza di custodia emessa a dicembre scorso, che è stata messa in risalto “la capacità di Romeo, già condannato per reati della stessa natura per i quali è successivamente intervenuta la prescrizione, di penetrare all’interno degli organi istituzionali, siano essi politici, amministrativi o giurisdizionali”. Il riferimento è alle tagenti per la gestione del patrimonio immobiliare a Napoli, reato per il quale poi vi fu prescrizione. Il gip accenna inoltre ai “ramificati rapporti” intrecciati da Romeo, “capace, peraltro, di asservire a sé chiunque possa essere utile al perseguimento dei suoi scopi”.

“Non può infine sottacersi, - scrive il magistrato, - a supporto della rilevata inclinazione al dispregio della legge e delle prescrizioni impostegli, l’esistenza (quale carico pendente) di una condanna, di primo grado, per violazione di sigilli”. Per il giudice infine “il mero decorso del tempo in regime cautelare non è elemento rivelante ai fini della sostituzione (e viepiù della revoca) della misura cautelare”.

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di Nico Falco
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