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Pd, Sel, Idv, Udc e Fli chiedono un passo indietro

Le opposizioni in coro gridano: "Berlusconi, dimettiti"


Le opposizioni in coro gridano: 'Berlusconi, dimettiti'
17/09/2011, 15:09

VASTO - Litigano tra i loro i partiti dell'opposizione, ma su una cosa concordano: Berlusconi deve dimettersi. E se la richiesta nei giorni scorsi è arrivata più volte sia dall'Isv che dal Pd, oggi è stata confermata anche da Nicky Vendola, in rappresentanza di Sel: "Spero che quanto prima si possa chiudere questa pagina schifosa (riferendosi alle ultime intercettazioni che riguardano lui e Tarantini, ndr), che si possa dare all'Italia una traccia di speranza, una qualche prospettiva di salvezza.  Io spero che il presidente del Consiglio sia consapevole di quanto profonda sia la critica, il disgusto e anche il rancore che cresce nel Paese nei suoi confronti".
Ma anche Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, avanza la stessa richiesta; e il segretario del partito, Lorenzo Cesa, è sulla stessa linea: "Il Presidente del Consiglio faccia subito un gesto di generosità nei confronti degli italiani e si dimetta dal suo incarico. Si difenda nel modo migliore ma spinga il suo partito a iniziare una nuova fase politica dando l'occasione di arrivare a un governo di responsabilità nazionale. La situazione è diventata davvero insostenibile ed è necessario pensare di più agli interessi del Paese. Le forze politiche devono unirsi per affrontare le tante emergenze di cui soffre l'Italia".
Persino il Presidente della Camera Gianfranco Fini, abbandona il suo tradizionale aplomb per avanzare la stessa richiesta: "L'Italia esce dalla crisi tutta intera e non ha bisogno di carnevalate padane, ma di un governo che governi e di un premier che non dica scherzosamente che lo fa a mezzo servizio perché ha la mente impegnata altrove. Auspico che all'interno della maggioranza finiscano col prevalere il buon senso e la decisione di dare vita a un altro governo. E un altro governo presuppone un altro Presidente del Consiglio".
Berlusconi non ha ancora risposto, ma l'ha fatto al suo posto il Ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi: "Berlusconi andrà al Quirinale se il Parlamento lo sfiducia. Se Bersani continua così riesce a sciupare anche il vantaggio che la crisi dà al Pd".

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di Antonio Rispoli
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