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Le prime menzogne del governo nella guerra con la Libia


Le prime menzogne del governo nella guerra con la Libia
20/03/2011, 21:03

Nel momento in cui scrivo questo pezzo, sono passate poco più di 24 ore dai primi attacchi aerei della Francia contro la Libia. Eppure, già abbiamo visto il governo italiano sommergerci di menzogne.
La principale l'ha detta il Ministro della Difesa Ignazio La Russa che durante il TG3 ha assicurato che l'Italia avrebbe partecipato all'attacco. contro la Libia "per non lasciare le chiavi della camera agli stranieri". E qui esaminiamo la situazione. ma noi stiamo attaccando la Libia? No. Il perchè è semplice: il Trattato di Amicizia italo-libico non è affatto sospeso. Noi lo stiamo rispettando, e quello che succede lo dimostra. All'articolo 4 di quel Trattato, c'è scritto che l'Italia non avrebbe attaccato la Libia nè avrebbe offerto le proprie basi per un attacco alla Libia. Allora ecco che la Francia attacca facendo partire i propri aerei dal territorio domestico; l'Inghilterra li sta facendo partire da casa o da Cipro; gli Usa da una portaerei che è nel Mediterraneo e ha mandato i bombardieri B-2 Spirit (bombardieri invisibili ai radar) probabilmente facendoli partire dall'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano. Solo gli aerei del Canada sono partiti dalla base di SIgonella, che si trova in Italia, ma è gestita dagli Stati Uniti. Poi questa sera sono partiti gli aerei italiani. Missione di bombardamento? No: una missione antiradar. CIoè si tratta di quattro vecchi aerei (fatti all'inizio degli anni '70, secondo le concezioni aerodinamiche di allora) Tornado, armati con missili HARM a guida radar (cioè intercetta le onde del radar e le segue per colpire l'antenna che le emette) e con dei sistemi elettronici che permettono di far apparire sui radar falsi segnali, per impedire di vedere gli aerei attaccanti. Paradossalmente, questa è la missione più pericolosa e più inutile. Inutile perchè le postazioni fisse dei radar dovrebbero essere state distrutte dai missili Tomawaks lanciati dagli Usa (sono tra i primi bersagli che vengono messi nella lista obiettivi). Pericolosa perchè un aereo di questo genere deve fare in modo da attirare su di sè l'attenzione dei radar, per individuarli e colpirli. Ma se i piloti fanno qualche errore, rischiano di essere presi di mira dai soldati a terra. Con un dettaglio: trattandosi di aerei vecchi, le prestazioni non sono eccezionali; inoltre all'epoca non si pensava di fare aerei a bassa visibilità infrarossa o radar, come oggi. E se un missile a guida radar è facilmente ingannabile dai Tornado così equipaggiati, lo stesso non si può dire per quelli all'infrarosso. Inoltre il "profilo di missione" dei Tornado ti pone ancora a rischio: non essendo particolarmente veloce, nè invisibile ai radar, cerca di attraversare le zone pericolose volando il più basso possibile sul terreno. Un soldato che abbia a portata di mano un lanciamissili portatile lo colpisce prima ancora che il pilota se ne sia reso conto.
Ma qual è la conseguenza di questo? Che dall'estero si fanno grasse risate sull'Italia. Ormai, a livello diplomatico, abbiamo sceso l'ultimo gradino e siamo diventati lo zimbello della diplomazia internazionale. Perchè in TV abbiamo i membri del governo che dicono "Noi facciamo, noi partecipiamo", mentre nelle stanze che contano l'Italia non è neanche presente. Viene chiamata al massimo per ratificare le decisioni prese dagli altri Paesi.
Poi per carità, magari domani le cose cambiano e i nostri aerei verranno utilizzati, ma il punto resta. E restano le figuracce che stiamo facendo all'estero.

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di Antonio Rispoli
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