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Il Pdl protesta, il Pd resta a guardare

Le reazioni alla sentenza su Berlusconi


Le reazioni alla sentenza su Berlusconi
02/08/2013, 10:50

ROMA - Le dichiarazioni dopo la sentenza sono state caute. A cominciare da quella di Guglielmo Epifani, segretario del Pd: "Oggi dopo il verdetto di condanna il Pd esprime totale rispetto per la sentenza. La condanna di Silvio Berlusconi è un atto di grande rilevanza, per quanto ci riguarda la sentenza va rispettata,  eseguita e applicata. Seguiremo con attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l'opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di Governo". 
ANche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è espresso con parole caute: "La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la Magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge. In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all'attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l'on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti".
Molto meno diplomatico Beppe Grillo sul suo blog: "Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Il Muro divise la Germania per 28 anni. L'evasore conclamato, l'amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993 per evitare il fallimento e il carcere. Un muro d'Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un'illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto".
Dura anche la risposta della deputata del Pdl Micaela Biancofiore: "Sto andando a rimettere il mio mandato di sottosegretario alla Pubblica amministrazione nelle mani del Presidente Berlusconi che per quella carica mi ha indicato all'interno del governo Letta da lui fortemente voluto. Mi auguro che gli avvocati facciano immediato ricorso alla Corte Europea del Diritto dell'Uomo". 

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di Antonio Rispoli
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