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Botta e risposta sulla manovra finanziaria

Le Regioni dicono no ai tagli, Tremonti: "Scendete a terra"


Le Regioni dicono no ai tagli, Tremonti: 'Scendete a terra'
22/07/2010, 13:07

ROMA - E' ancora una volta un no, quello pronunciato dalle Regioni alla manovra economica del governo. Anche dopo le promesse del Ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, il fronte è compatto, come dimostramo le parole di Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome: "Abbiamo discusso e confermiamo il parere negativo alla manovra da parte delle Regioni, perché la manovra è insostenibile per i tagli pesanti che ci sono sui servizi, sulle imprese e che avranno conseguenze molto molto negative. Dunque, oltre al parere negativo confermiamo la richiesta di un tavolo con il governo con l'obiettivo di cambiare i pesi qualitativi e quantitativi della manovra per quanto riguarda le Regioni".
A queste parole ha risposto sprezzante Tremonti: "Le Regioni scenderanno dai grattacieli e verranno a trattare. Il loro parere sarà negativo sulla manovra ma il clima è migliorato. Ragionando sul federalismo fiscale anche le Regioni avranno una sede e una forma di ritorno a discutere con noi e già l'atteggiamento, allegro e sereno, e le considerazioni che oggi mi ha riservato personalmente il presidente Errani mi fanno pensare che la realtà sia un po' diversa da quella che si è voluto formalizzare e forzare''.
Ma le frasi di Tremonti non sono piaciute ad Errani: "''Noi siamo con i piedi ben piantati per terra e chiediamo da tempo di fare una trattativa vera e non 'a parole', considerando che, come è ormai evidente a tutti, i tagli della manovra sono insostenibili'. Ci sono condizioni per una trattativa vera? Ben venga. È quello che proponiamo da sempre".
Intanto oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto attuativo del federalismo fiscale, per la parte che riguarda le risorse necessarie a Comuni e Province

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di Antonio Rispoli
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