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Il senatùr vieta i comizi all’ex ministro dell’Interno

Lega ad alta tensione: rottura ufficiale tra Bossi e Maroni

Il caso Cosentino la scintilla che fa scoppiare l’incendio

Lega ad alta tensione: rottura ufficiale tra Bossi e Maroni
14/01/2012, 09:01

ROMA – Che la Lega fosse divisa al suo interno tra “bossiani” e “maroniani” lo si era capito da tempo. Dall’ultimo raduno sul pratone verde, nel corso del quale molti leghisti alzarono uno striscione, con la scritta “Roberto Maroni, presidente del Consiglio”. Dal quel Pontida day ad oggi, però, sono trascorsi diversi mesi, nel corso dei quali tanto Bossi quanto Maroni hanno sempre dichiarato, in pubblico, compattezza, senza mai ammettere la rottura che invece nel Carroccio si stava consumando. Ma la farsa della concordia, come facilmente supponibile, non poteva durare all’infinito. E nello specifico, è stato il caso Cosentino la scintilla che ha fatto scoppiare l’incendio, anche e soprattutto in pubblico.
Che nella Lega vi siano due linee contrapposte , quella di Maroni da una parte e quella di Bossi dall’altra, ora può essere considerato ufficiale. Allo stesso modo in cui è un dato di fatto che sia iniziata la resa dei conti. L’ultima mossa dell’ex ministro dell’Interno sul caso Cosentino il senatùr non l’ha proprio digerita, al punto tale da decidere di fare terra bruciata attorno a lui. E sembra più che convinto nel suo intento: quello di isolarlo. In che modo? Vietandogli la piazza. È con una lettera, recante la sua firma, inviata alle segreterie provinciali leghiste, che Bossi impone la sospensione di ogni tipo di incontro pubblico che preveda la sola presenza di Roberto Maroni: “E’ fatto divieto di organizzare incontri pubblici alla presenza di Roberto Maroni”, si legge infatti nel comunicato.
Con questa mossa è iniziata la resa dei conti nel Carroccio, soprattutto in vista della grande manifestazione contro il governo Monti, annunciata per il prossimo 22 gennaio. Pur di evitare che anche in quella occasione Maroni possa portare in piazza la sua protesta e la sua contrarietà, si è deciso allora di “censurarlo”. L’ex ministro dell’Interno, ovviamente, non l’ha presa bene. “Se pensano che io esca dalla Lega si sbagliano di grosso. Andremo alla conta”, ha infatti sottolineato con i suoi. C’è addirittura chi sostiene che ora sia in dubbio anche la stessa manifestazione del 22 a Milano. Lo scontro, intanto, si sposta anche su Facebook, dove molti leghisti hanno manifestato il dissenso nei confronti di Bossi, seguendo di fatto la strada di Roberto Maroni. Il diretto interessato proprio sul social network fa sapere di non volersi arrendere: “Sono amareggiato e un pò deluso, ma non smetto di credere e di lavorare per la Lega”.

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di Antonio Formisano
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