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"Maroni? Staremo a vedere"

Lega, Borghezio: "Pronto a candidarmi a Segretario Federale"

"Sono pronto a farmi avanti"

Lega, Borghezio: 'Pronto a candidarmi a Segretario Federale'
17/05/2012, 13:05

Mario Borghezio, a sorpresa, si presenta a Montecitorio e lancia la sua candidatura alla segreteria federale del Carroccio. «Ove le candidature non dessero prospettive alle istanze indipendentiste, sono pronto a farmi avanti», spiega. «Noi indipendentisti non siamo mica pochi e quando dico pochi - rilancia l'europarlamentare leghista - non intendo il 20%, il 30% o il 40%». Maroni? «Staremo a vedere. Non sono preoccupato ma sto a vedere. E senza questa garanzia - avvisa - scendo in campo, ove i candidati alla segreteria non dessero garanzie ampie», chiosa Borghezio. E aggiunge: «Bossi in politica non ne sbaglia una». «Se non c'è o viene trascurata la prospettiva indipendentista, qualcuno dovrà pur alzarne la bandiera. Se non c'è nessuno meglio di me, allora lo faccio io. E state certi che non siamo pochi nel movimento». L'europarlamentare leghista, Mario Borghezio, rientra da Bruxelles e arriva in transatlantico, alla Camera dei deputati, per ricompattare gli uomini del Carroccio attorno al Capo alle prese con avvisi di garanzia per sé e i suoi figli. Borghezio difende a spada tratta il Senatur, e assicura di essere pronto a scendere in campo, al congresso federale che eleggerà il nuovo segretario, se le istanze indipendentiste-autonomiste dovessero essere messe in secondo piano nel nuovo corso del Carroccio. «Lo statuto della Lega - ricorda - parla chiaro: cita la prospettiva indipendentista all'articolo 1». L'europarlamentare del Carroccio sottolinea che «ieri Maroni ha fatto dichiarazioni giuste» quando ha detto che Bossi era in buona fede. Borghezio se la prende con chi attacca il Senatur: «Si deve prescindere dal giudizio politico - spiega - Umberto non si è mai arricchito. Chi lo conosce sa che all'inizio girava senza avere in tasca neanche i soldi per pagarsi il tram». «Il fondo di oggi di Gad Lerner è vergognoso - attacca l'esponete leghista - Così come quello di Gramellini. Bossi umanamente va rispettato. È l'unico della Lega che passerà alla storia per quello che ha fatto. Voi giornalisti queste cose non le scrivete». I cronisti gli fanno notare che ieri le manifestazioni di sostegno a Bossi non sono state numerosissime e che sul web la base leghista era abbastanza critica: «È stato scelto così - spiega - piuttosto le mie dichiarazioni di sostegno a Bossi sono state riprese dalle agenzie e dai quotidiani. Ma non dalla Padania. Forse non le ha trovare o non c'era spazio. Ma non vorrei che qualcuno pensasse che non l'ho difeso».

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di Veronica Riefolo
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