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Al comizio di "Lega Unita"

Lega, Bossi: "Al prossimo congresso mi ricandido"

Rivolta fiscale, appuntamento il 25 maggio

Lega, Bossi: 'Al prossimo congresso mi ricandido'
01/05/2012, 16:05

BERGAMO – Bufera Lega, fondi neri, autisti-schiavi, diamanti e tesorieri. In questo panorama tutt’altro che promettente il leader del Carroccio trova l’energia e la noncuranza di prendere la parola al comizio della “Lega Unita” di Zanica, in provincia di Bergamo, e annunciare battaglia.
Di più, risponde ai giornalisti che gli chiedono se si candiderà o no al congresso al prossimo congresso federale, che arriva a giugno dopo la tormenta (anche giudiziaria) nella quale sono finiti numerosi esponenti ed ex esponenti del partito, lui compreso. Ma il Senatur non sembra esserne scalfito: “Sì, mi candido, penso di sì. Per la gente – risponde – Altrimenti la gente pensa che non siamo uniti”.
Un tasto sul quale, a dispetto delle ultime vicende che hanno visto la Lega spaccata a metà (da un lato Bobo Maroni, dall’altro Bossi e i bossiani), insiste anche Maroni: “Il presupposto per vincere ogni battaglia è l’unità" -  ha affermato alla manifestazione - Non diamo ai giornali argomenti per dire che siamo spaccati, che siamo divisi. È vero: fra noi ci sono simpatie e antipatie personali, ma tali devono restare. Lo dobbiamo mettere nello statuto: la Lega è potentissima e indivisibile”. Intanto, però, Maroni si è ritagliato un pezzo consistente di popolarità personale, tanto che i cori sono dedicati più a lui che al Senatur. Il cerchio magico, agli occhi dei più, è inevitabilmente spezzato. Maroni però smorza i toni e punta tutto su slogan diversi. Come quello dell’obiezione fiscale. E le proposte leghiste per il fisco sono in tre punti: “Aliquota zero sulla prima casa, licenziare Equitalia e, per i sindaci più coraggiosi, intervenire sul patto di stabilità”. 

SINDACI IN RIVOLTA FISCALE – La proposta cade proprio sui temi più sentiti dai sindaci leghisti, che sono chiamati a raccolta a Seriate in 25 maggio. “Ne parleremo insieme”, ha assicurato Maroni. “I nostri sindaci sono guerrieri”, ha aggiunto l’ex ministro dell’Interno la cui strategia è nata per “mandare a casa il governo prima dell'estate”, ma per farlo è importante “l'adesione di tutti i Comuni”. Maroni, tuttavia, frena sui termini: non è una vera e propria rivolta fiscale, bensì “un’iniziativa politica, la più importante negli ultimi mesi da parte del nostro movimento”.
 

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di Gaia Bozza
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