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Legalità: Amato invia crisantemi a Ministro Maroni


Legalità: Amato invia crisantemi a Ministro Maroni
26/11/2009, 15:11


CASERTA - «Proverò a spedire al ministro Maroni oggi in visita alla prefettura di Caserta un mazzo di crisantemi, sul bigliettino scriverò: in memoria della lotta per la legalità, con la vendita all’asta dei beni confiscati alla camorra si fa un regalo alle mafie» la provocazione del consigliere Regionale Antonio Amato si iscrive nella battaglia contro la possibilità, prevista dalla finanziaria di mettere all’asta i beni confiscati alla mafia «Mentre la Dia conclude una straordinaria indagine che mette in luce la struttura di holding economica della camorra, capace di reinvestire i propri guadagni acquisendo, con una spesa inferiore al valore di mercato, beni confiscati e fallimenti, il Ministro Maroni ribadisce che il Governo non farà marcia indietro sulla vendibilità dei beni confiscati affermando che sarà previsto un meccanismo di controllo che non permetterà ai mafiosi di riacquisirli. La domanda nasce spontanea: se la Dia per scoprire i prestanome deve condurre anni di indagine, come farà Maroni a determinare questo stesso risultato nei pochi mesi previsti per una procedura di messa in vendita, visto che l’attualità dimostra le difficoltà di questi controlli? Ci sono gli appelli di Libera, le lettere dei familiari delle vittime della mafia, gli allarmi della magistratura per scongiurare l’approvazione di questo atto deleterio. Ma il Governo, con presuntuosa ignoranza, afferma di saperne di più. Ma perché» continua Amato «anziché rafforzare una legge che funziona ed ha prodotto straordinari risultati, puntando a tapparne alcune falle, si vuole invece smantellarne l’impianto? Si può fare cassa a scapito del valore e della cultura della legalità? Siamo di fronte ad una emergenza democratica, per questo chiedo al Presidente Bassolino ed alla giunta regionale di accelerare la proposta di legge in materia annunciata la scorsa settimana. Mi faccio carico» afferma ancora Amato «di garantire alla stessa un percorso privilegiato in consiglio per l’approvazione. Il PD, con un documento da me proposto e votato all’unanimità nel corso dell’assemblea regionale, ha dato la sua piena adesione a questa battaglia. I gruppi consiliari di maggioranza, ma anche MPA e UDC hanno fatto lo stesso firmando un ordine del giorno che va in questa direzione. Chiederemo ora anche un’audizione al Presidente della Commissione Antimafia Pisanu. Mettiamo in campo ogni risorsa possibile per fermare quest’atto»

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di redazione
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