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Legalità, il Parlamento Europeo e la Regione Campania uniti nel contrasto alle mafie


Legalità, il Parlamento Europeo e la Regione Campania uniti nel contrasto alle mafie
06/09/2013, 15:30

NAPOLI - Stamane nella Sala Giunta di Palazzo Santa Lucia il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e una delegazione della Fondazione Polis guidata da Paolo Siani hanno incontrato il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella.
L'iniziativa rientra nell'ambito di una tre giorni dedicata alle buone pratiche di riuso beni confiscati alla camorra promossa dalParlamento Europeo e dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
Sono altresì intervenuti il presidente della Commissione consiliare regionale per il riutilizzo dei beni confiscati Antonio Amato, l'assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, il vicario episcopale per la Carità della Diocesi di Napoli don Tonino Palmese, il referente regionale di Libera Geppino Fiorenza (che ha moderato l'incontro) e il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella.
Presenti tra gli altri anche l'assessore regionale al Turismo e ai Beni culturali Pasquale Sommese, il prefetto di Napoli Francesco Antonio Musolino, il questore Luigi Merolla, il Comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri Marco MinicucciSalvatore Tatta della Guardia di Finanza, il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli Francesco Caia, il presidente dell'Ordine degli Psicologi della Campania Raffaele Felaco e la vicepresidente della Commissione consiliare per il riuso dei beni confiscati Flora Beneduce.
"Attorno alla Fondazione Polis abbiamo costruito un modello di piccole e grandi azioni concrete per contrastare il nemico comune della criminalità, che devasta il territorio e uccide innocenti", ha affermato Caldoro, che ha esortato il Parlamento Europeo ad intensificare l'attività per il riutilizzo dei beni confiscati: "Occorre dare un segnale di vicinanza reale alle cooperative che gestiscono i beni confiscati, che vanno restituiti al territorio e resi produttivi. Non basta la sola repressione, bisogna tutelare con adeguati strumenti normativi le vittime di tutti i reati violenti", ha concluso Caldoro.
"È fondamentale investire sul binomio cultura - legalità e creare concrete occasioni di lavoro per il Mezzogiorno attraverso vantaggi fiscali e burocratici", ha aggiunto Pittella, che nella giornata di ieri ha visitato alcune realtà del Casertano operanti sui beni confiscati alla camorra: "Sono le eccellenze del nostro territorio che vanno sostenute economicamente, potenziando nello stesso tempo l'Agenzia Nazionale che con sole 37 unità non può garantire un lavoro adeguato".
Sulla stessa lunghezza d'onda Paolo Siani: "Solo se investiamo sui bambini riusciamo ad affermare la legalità nei nostri territori. C'è un livello di povertà nel Mezzogiorno troppo elevato, che coinvolge anche i più piccoli". Il Presidente della Fondazione Polis ha inoltre evidenziato tutta una serie di criticità che si frappongono ad un sostegno ancora più efficace alle vittime di criminalità, dai tempi eccessivamente lunghi della burocrazia alla mancata equiparazione tra vittime di criminalità organizzata e comune, e messo in guardia dal rischio di vendita dei beni appartenuti ai mafiosi: "Metterli all'asta significherebbe restiruirli ai boss".
"Le nuove generazioni hanno diritto ad un futuro senza camorra", ha escalamto Alessandra Clemente, mentre Antonio Amato ha esortato ad una efficace applicazione della legge regionale sul riuso dei beni confiscati perché "la burocrazia spesso vanifica il lavoro delle cooperative e le esperienze positive".  Avella si è soffernato sull'importanza della cooperazione tra le istituzioni e il mondo associativo, che "a Napoli e in Campania hanno creato un laboratorio, un lavoro di squadra che non lascia soli i familiari delle vittime" mentre don Tonino Palmese ha concluso invitando a riflettere sui termini compassione e giustizia, l'uno legato al sostegno alle vittime, l'altro alla restituzione alla collettività dei beni confiscati.
Al termine dell'incontro sono stati degustati i prodotti della Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di Libera, provenienti dai terreni confiscati alle mafie.

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di Redazione
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