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Non smette la campagna di deleggittimazione

Legge 40 alla Consulta: attacchi del Pdl contro i giudici


Legge 40 alla Consulta: attacchi del Pdl contro i giudici
06/10/2010, 15:10

ROMA - Ha scatenato un vero pandemonio nel Pdl e nelle frange più estremiste delle associazioni cattoliche la decisione del Tribunale civile di Firenze di rinviare alla Corte Costituzionale la legge 40, nella parte in cui vieta di ricorrere alla fecondazione eterologa, cioè alla donazione di sperma o di ovuli.
La prima reazione negativa è stata quella del sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, da sempre su posizioni cattoliche estreme, vicine al Vaticano: "E' ormai evidente che nei confronti della legge 40 c'è un attacco di alcuni tribunali e non su punti marginali, ma puntando alla struttura della legge per smontarla. Si dica che si vuole tornare al Far West. L'eterologa ha prodotto un mercato internazionale degli ovociti anche con connotazioni razziste e sfruttamento di giovani donne che hanno portato anche alla morte. Anche la questione dell'anominato del donatore esterno è particolarmente grave perché conoscere i propri genitori biologici oltre ad essere un diritto umano è un diritto alla salute perchè si ottengono informazioni preziose".
Non ha mancato di farsi sentire anche Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia: "In Italia siamo all'emergenza democratica se una volontà popolare, espressa dal Parlamento e liberamente confermata da un referendum, viene messa in discussione da iniziative giudiziarie. Sfido chiunque a trovare nella Costituzione un appiglio per contestare la norma in vigore della Legge 40 che vieta nel nostro Paese la fecondazione eterologa con tutti i drammatici problemi giuridici e di speculazione economica che comporterebbe l'utilizzo di materiale genetico estraneo alla coppia che vuole concepire un figlio. È evidente che nel nostro Paese c'è chi disprezza la volontà popolare e spera che 15 persone possano sostituirsi al Parlamento su decisioni che solo al Parlamento competono".
Anche Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera in quota Pdl sferra un attacco ai giudici: "Purtroppo nel nostro paese funziona così: quando la politica non riesce a raggiungere un obiettivo, ci pensano i giudici". Infine si è fatta sentire anche Scienza e Vita, associazione da sempre contraria alla possibilità dell'uso della fecondazione assistita, che ha denunciato il tentativo di stravolgere a cancellare la legge 40, per tornare alla situazione precedente.
Per l'opposizione, sull'argomento è intervenuto Ignazio Marino, del Pd, che ha ricordato come, garzie alla legge 40, è stato incentivato un turismo riproduttivo delle coppie che preferiscono andare all'estero, quando hanno sufficienti risorse economiche, anziochè sottostare alla legge italiana. Ferma è la condanna della legge da parte di Antonio Palagiano, dell'Idv: "La decisione dei giudici di Firenze è una bella notizia e dimostra ancora una volta quanto la legge 40 sia profondamente ingiusta, incostituzionale, crudele e oscurantista".
Infine Carlo Flamigni, uno dei pionieri della fecondazione assistita, ha fatto notare come "se la Consulta dovesse dichiarare incostituzionale anche questa norma, la legge 40 verrebbe di fatto smontata. Le altre norme 'punitive' - come l'obbligo di produzione di solo 3 embrioni in ogni ciclo di fecondazione, l'obbligo del loro contemporaneo impianto e il divieto di congelamento degli embrioni in sovrannumero - sono infatti già state eliminate. Quindi le prospettive che si aprirebbero sarebbero forti. E magari terminerebbe l'esodo delle coppie all'estero".

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di Antonio Rispoli
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