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Il centrosinistra ha l'intuizione, il centrodestra agisce

Legge bavaglio,"inventata" da Prodi e lanciata da Berlusconi


Legge bavaglio,'inventata' da Prodi e lanciata da Berlusconi
10/07/2010, 10:07

Gli articoli come quello che state per leggere, solitamente, non riscuotono molto successo tra i lettori italiani, i quali, abituati come sono a leggere giornali che fanno della faziosità e della strumentalizzazione la propria filosofia comunicativa, si sentono spaesati e minacciati quando inciampano in qualche notizia che mostri un barlume di obiettività. In effetti, il lettore medio che abita il bel paese, se ci consentite tale definizione generalista, ha la tendenza nevrotica a storcere il naso e a cadere in devastanti crisi d’identità ogni volta che incontra articoli capaci di demolire (anche solo in piccola parte) le sue dogmatiche convinzioni pseudopolitiche. Ciò che rischia lo scrivente di questo pezzo, dunque, è quello di essere tacciato di bieco berlusconismo e, magari, di essere visto come l’oscuro membro di una società masso-pluto-giudaico-rettiliana.
La verità, battute e provocazioni a parte, dobbiamo imparare ad accettarla in tutta la sua crudezza; senza per questo scivolare nel qualunquismo figlio del disfattismo rassegnato alla "così fan (son) tutti". Dopo questo magari tedioso ma doveroso cappello, accingiamoci quindi ad entrare nel tema: la tanto (giustamente) contestata ed osteggiata “legge bavaglio”, ci piaccia o no, è stata “inventata” dal governo Prodi nel non troppo lontano 2007. Quell'esecutivo, però, aveva un sinistro patentino a dunque fu graziato dai vari movimenti girotondini che fanno della contestazione (alla destra) una vera e propria professione a tempo pieno. Non solo: moltissimi dei politici che hanno protestato ieri e che protesteranno oggi e domani, erano quelli che, nel 2007, applaudirono ad un testo di legge che Berlusconi non ha fatto altro che riprendere, inasprire e peggiorare (della serie: l’allievo che supera il maestro). La verità, che magari a qualcuno farà male, è che questo “bavaglio” all’informazione contro il quale strumentalmente ed ipocritamente si scagliano i politici di centrosinistra, ha le fondamenta dipinte proprio di rosso e venne “sfornato” dalla camera dei Deputati il 17 aprile di tre anni fa. Leggendo quel testo, infatti, si nota con somma sorpresa che:
È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare»;
È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.
È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta alle indagini ovvero il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza in materia di misure cautelari, fatta eccezione per le parti che riproducono gli atti di cui al comma 2-bis»;
Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione, anche parziale, degli atti del fascicolo del pubblico ministero, se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello. È sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazioni o dei quali sia data lettura in pubblica udienza;
Salvo quanto previsto [sopra], è consentita la pubblicazione del contenuto degli atti non coperti dal segreto


La legge pre-bavaglio del 2007 non passò poiché, come noto, il governo Prodi cadde a causa di mastelliani capricci. Il testo, comunque, venne accolto con grande favore dallo stesso capo di Governo e dall’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa; con firma proprio dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella e relazione dell’ex magistrato Felice Casson. Anche i Verdi ed il Partito Comunista, all’epoca, espressero dichiarazioni di voto decisamente favorevoli ed entusiaste.
Caduto l’esecutivo di centrosinistra, però, Berlusconi si trovò in grembo un figlio “sinistro” che lo affascinava ma che mai e poi mai, data la provenienza bastarda, avrebbe potuto accettare come suo. E così, salito alla presidenza del Consiglio, il Cavaliere sguinzagliò i suoi uomini più fidati (Angelino Alfano in testa) ed ordinò loro di produrre un nuovo ddl che emulasse il primo inasprendolo e rendendolo ancora più incatenante. Il tutto, ovviamente, è stato fatto “per il bene del paese” e per “tutelare la privacy dei cittadini”. La norma imbavagliante partorita il 10 giugno 2010 è stata dunque la seguente (diteci se non notate qualche fortissima somiglianza con il testo benedetto dal prode Prodi)

È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione e degli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.
È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta alle indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice, fatta eccezione per le parti che riproducono la documentazione e gli atti di cui al comma 2-bis».
Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati. Il divieto relativo alle immagini non si applica all’ipotesi di cui all’articolo 147 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del presente codice, nonché quando, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato».
È in ogni caso vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 269 e 271. È altresì vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni telematiche riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini, di cui sia stata dispo
sta”

Qualche ingrediente cambia ma, il sapore amaro della minestra eteropolitica, resta lo stesso; con aggiunta però di alcuni dettagli agghiaccianti. Il governo Berlusconi, infatti, non solo ha allungato la mano anche sulla magistratura e le forze dell’ordine ma, non contento, ha voluto eleggere come organi repressivi (e ritorsivi) l’Ordine dei giornalisti ed il Csm; provocando un'inevitabile ed impietosa guerra tra colleghi, con giornalisti che dovrebbero punire altri giornalisti e magistrati che dovrebbero condannare altri magistrati. Le categorie imbrigliate sono dunque due, con la libertà d’informazione che in Italia, pur non essendo mai esistita in senso pieno e credibile, è oggi minacciata in maniera praticamente totale. E dunque? Prodi ha fornito l’assist e Berlusconi ha messo nel sacco la stampa; con il dato eclatante rappresentato dal silenzio assoluto registrato nel 2007; quando questa legge emetteva i primi vagiti e conosceva il plauso di tutte le forze politiche. E allora gli italiani (giornalisti e lettori) dovrebbero comprendere che la libertà d’espressione non è negoziabile e non la si può quindi pretendere solo a metà; a mezz’ala. Fin quando i giornali saranno in mano ai partiti (in via diretta o indiretta), dovremmo difatti rassegnarci tutti ad una stampa abituata alla propaganda e non all'informazione.

Per ulteriore trasparenza ed amor di dettaglio, proponiamo a tutti i lettori alcuni link interessanti ai testi di legge sulla materia approvati in passato (magari qualcuno si diverte con il "gioco delle differenze")

- Legge del 2007
- Legge del 2007 con note aggiuntive
- Legge approvata al Senato lo scorso 10 giugno 2010

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di Germano Milite
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