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Slitta l’esame in Senato

Legge di stabilità, è scontro tra Pd e Pdl

Duecento emendamenti ancora in Commissione

Legge di stabilità, è scontro tra Pd e Pdl
18/12/2012, 18:54

ROMA – C’è ancora un nulla di fatto in Senato per la legge di stabilità: la discussione in aula slitta di altre 24 ore. Ad annunciarlo è il relatore Giovanni Legnini del Pd, al termine dei lavori della Commissione Bilancio. Quest'ultima tornerà a riunirsi con l'obiettivo di esaminare 200 emendamenti accantonati. Tra le norme passate ci sono quella che proroga di 6 mesi, a giugno, lo stop agli sfratti e quella che allunga i contratti dei precari della pubblica amministrazione fino al 31 luglio.

Ma più di tutto è il rinvio a suscitare nuove e forti polemiche: a puntarsi il dito contro l’uno con l’altro sono Pd e Pdl. Il primo accusa il secondo di ostruzionismo e il secondo respinge al mittente ogni tipo di addebito.

"Chi assume un atteggiamento dilatorio ne accetta anche la responsabilità”, attacca il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini commentando le parole del capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha chiesto più tempo alla Camera sia per esaminare la legge di Stabilità sia per varare il decreto sulla raccolta delle firme. “Penso che il Pdl punti ad allungare la durata della legislatura anche solo per qualche giorno – prosegue Franceschini - se la legge di Stabilità arriva in ritardo qui alla Camera è perché, dopo l'annuncio di Monti, il Senato ha rallentato l'approvazione del provvedimento”.

E’ il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, a ribadire che non c’è stato alcun rallentamento: “Le accuse di Franceschini al presidente Schifani sono assurde. Non c'è stato alcun rallentamento, ma la giusta attenzione per un provvedimento complesso ed importante quale la legge di Stabilità. Franceschini venga al Senato e si renderà conto di cosa voglia dire lavorare seriamente nell'interesse del Paese”.

Interpellato, poi, sui tempi necessari il presidente della Camera, Gianfranco Fini risponde così: “Dipende da come si comporteranno i gruppi. E' stata fissata una seduta in notturna per giovedì e venerdì. Il presidente della Camera più non può fare”. 

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di Rossella Marino
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