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Sarà stabile l’accisa pro-Emilia sulla benzina

Legge di stabilità, diventa più corposo il capitolo fiscale

Sul Tfr via la possibilità di pagare meno tasse

Legge di stabilità, diventa più corposo il capitolo fiscale
12/10/2012, 10:47

ROMA –  Diventa più consistente  il capitolo fiscale della legge di stabilità. Si aggiungono, infatti, altre norme a quelle che determinano l’aumento di un punto dell’Iva, il calo delle prime due aliquote Irpef e il riordino di deduzioni e detrazioni dall’imposta sul reddito. Ma non solo. Non si potrà più optare per una tassazione più favorevole per il Tfr e c’è la  conferma definitiva dell’accisa sui carburanti introdotta per la ricostruzione del terremoto in Emilia, imposta di bollo dello 0,05 per cento sulla compravendita di azioni e derivati.

Si attendono ora chiarimenti più specifici in merito, soprattutto, al riordino di deduzioni e detrazioni dall’imposta sul reddito. Le delucidazioni permetteranno di valutare nel dettaglio gli effetti, anche se potrebbe essere comunque confermato che il tetto complessivo sulle detrazioni al 19% vada inteso sulla spesa detraibile e non sull’importo della detrazione stessa.

Dicevamo anche del Tfr. Cambiano, infatti, le regole sulla tassazione del trattamento di fine rapporto: viene meno in particolare la possibilità di usufruire della clausola di salvaguardia introdotta nel 2007. All’epoca, in occasione di un altro ridisegno dell’Irpef, l’opzione era stata introdotta per evitare che il prelievo sulla liquidazione, calcolato sulle sole aliquote fiscali dei cinque anni precedenti senza detrazioni, risultasse più oneroso. Si permetteva così di applicare, se più vantaggiose, le norme in vigore fino a fine 2006: ora passati cinque anni questa facoltà viene meno.

C’è inoltre il  prelievo sulle transazioni finanziarie: quest’ultimo viene introdotto in coordinamento con gli altri Paesi europei che hanno accettato di scegliere questa strada. Concretamente consisterà in un’imposta di bollo dello 0,05 per cento sul valore della compravendita di azioni e strumenti finanziari partecipativi e su quelli derivati, ma non i titoli di Stato. L’imposta è dovuta al 50 % dalle due controparti.

Scende, poi, la percentuale di deducibilità dei costi sostenuti per le auto aziendali dal 27,5 al 20 %. 

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di Rossella Marino
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