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Domani l’ok definitivo: vicine le dimissioni di Berlusconi

Legge di Stabilità: ok del Senato. Ora subito alla Camera

156 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto

Legge di Stabilità: ok del Senato. Ora subito alla Camera
11/11/2011, 15:11

ROMA - La legge di stabilità ha ottenuto l’ok del Senato. Sono stati 156 i voti favorevoli, 12 i contrari, mentre un solo astenuto. In realtà i “si” sarebbero 158, perché ancora una volta c’è stato chi non è riuscito a votare in tempo o chi solo dopo averlo fatto si è immediatamente reso conto di aver votato sbagliando. Il senatore astenuto e uno conteggiato nei voti contrari, infatti, hanno subito dichiarato di aver sbagliato. Il testo ha comunque ottenuto l’ok dei gruppi di maggioranza, Pd e Terzo Polo sono rimasti in aula ma si sono astenuti. Il no è arrivato invece dall’Italia dei Valori. Il provvedimento passa ora subito a Montecitorio, dove è atteso il via libera definitivo per domani, per spianare la strada alle dimissioni di Silvio Berlusconi.
Non appena terminata la seduta in aula a Palazzo Madama, si è subito aperto un caso sul senatore Beppe Pisanu, che ha assicurato di aver avuto problemi con la sua tessera, che al momento del voto non avrebbe funzionato correttamente. Le sue ragioni sono state accolte però da un forte mormorio in aula. Stesso ragionamento per i pidiellini Paolo Tancredi che si è astenuto, ma ha dichiarato di aver commesso un errore perché voleva votare a favore, e la senatrice Diana De Feo (moglie di Emilio Fede), che ha assicurato di essere in aula al momento del voto, ma comunque di non aver fatto in tempo a votare.
Intanto, anche oggi da Bruxelles sono arrivate sollecitazioni perché le misure di riequilibrio dei conti siano prese entro il fine settimana: la Ue, ha assicurato un suo portavoce, “terrà d’occhio” il pacchetto di misure che verrà presentato dall’Italia per vedere “se ulteriori misure saranno necessarie”. Durante l’esame in commissione Bilancio il governo ha inserito nel testo una serie di misure nel tentativo di dare una prima risposta a queste sollecitazioni Ue, che chiedono azioni immediate ed efficaci per rilanciare la crescita e ripristinare la fiducia dei mercati sul debito pubblico italiano. Tra le principali novità del passaggio a palazzo Madama: le dismissioni di immobili pubblici e terreni agricoli di proprietà dello Stato, la partecipazione degli enti locali alla riduzione del debito pubblico, un dispositivo per assicurare che dal 2026 l’età di accesso alla pensione di vecchiaia salga per uomini e donne a 67 anni, le liberalizzazioni dei servizi locali, e lo stop delle tariffe minime dei professionisti.

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di Antonio Formisano
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