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Legge elettorale: ancora lontano l'accordo


Legge elettorale: ancora lontano l'accordo
26/07/2012, 10:45

L’accordo per la riforma elettorale si è nuovamente arenato. Continuano le polemiche tra Bersani ed Alfano, i due maggiori esponenti e contendenti nella vicenda “riforma elettorale”. La sera prima sembrano giungere ad un accordo e il mattino seguente sono più lontani che mai. Il segretario del Pd preme perché finalmente si giunga ad un accordo. In questo modo si potrebbe anche ambire alle elezioni anticipate ed evitare il Monti-bis che sembra ormai inevitabile in queste condizioni.

“Berlusconi vuole inchiodare Monti alla croce e sparagli addosso fino alla primavera del 2013.” Così spiega Bersani quello che secondo lui è il motivo per cui ancora non si è giunti ad un accordo definito sulla legge elettorale. “Nel momento in cui si fa la legge elettorale, la data del voto può essere decisa con una certa facilità” così continua il segretario del Pd.
Monti, d’altro canto, cerca di far capire ad entrambe le parti che l’approvazione di una nuova legge elettorale non avrebbe solo una buona funzione nel nostro paese ma invierebbe un segnale positivo anche in Europa.
Parla sul tema anche la senatrice del Pd, Angela Finocchiaro “Con la scelta del Pdl di considerare prioritaria questa riforma, la legge elettorale è destinata a finire in naftalina” sembra quindi che secondo il Pd il centrodestra stia cercando di perdere tempo per mantenere il governo Monti il più possibile. Infatti in questo modo si eviterebbero le elezioni anticipate ad ottobre, che favorirebbero quasi certamente il centrosinistra.

La speranza del centrodestra è quindi quella di far passare del tempo, far finire tutto nel dimenticatoio e evitare la bufera della crisi e dello spread incolpando di tutto il tecnico Monti. In questo modo diminuirebbero le probabilità di una schiacciante vincita di Bersani e il centrodestra potrà tornare all’attacco

Finora quel che è certo sono solo due punti che hanno messo d’accordo gli esponenti dei due partiti: la soglia di sbarramento al 5% con alcune garanzie per i partiti territoriali e la volontà del Pd di avere un premio di maggioranza al singolo partito e non alla coalizione.

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di Claudia Annunziata
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