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Legge elettorale della Campania: il Consiglio dei Ministri la impugna


Legge elettorale della Campania: il Consiglio dei Ministri la impugna
22/05/2009, 11:05

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge che modifica le regole per le elezioni regionali in Campania, approvata in Consiglio Regionale lo scorso 27 marzo. In particolare, sostiene che l'abolizione delle quote rosa, sostituite dalla necessità del doppio regime di preferenza (cioè la necessità di dare le preferenze ad un uomo e una donna alternativamente, ndr), violino gli articoli 3, 48 e 51 della Costituzione.
La notizia ha provocato l'esultanza del PdL, che è all'opposizione. "Avevamo visto giusto, la legge elettorale regionale non poteva essere riformata nei tempi e nei modi con i quali è invece stata approvata dalla maggioranza consiliare", ha affermato il coordinatore del PdL in Campania, Nicola Cosentino. Rincara la dose Clorinda Boccia Burattino, dirigente di "Azzurro Donna": "La Campania sarebbe stata l’unica Regione a non avere il listino, in barba all’articolo 51 della Costituzione, che sancisce pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive. Un’iniquità scongiurata, grazie all’intervento tempestivo del Governo che ha a cuore la legalità e il rispetto dei diritti dei cittadini". Anche il Capogruppo di Forza Italia alla Regione, Paolo Romani, applaude al provvedimento, sostenendo che la Giunta regionale ha "colpevolmente voluto ignorare che la normativa esistente, così come quella da noi proposta, era e resta  comunque equilibrata e che proprio sulla scorta dello strumento delle preferenze e della Lista Elettorale dà voce ai cittadini e alla politica, confermando ai partiti quel ruolo che la stessa Costituzione gli assegna".
La decisione del Consiglio Regionale viene invece difesa dalla maggioranza. Pietro Ciarlo, capogruppo alla Regione del PD, fa presente che "l’inconsistenza della posizione governativa trova indiretta conferma nel fatto che il governo sostiene l’illegittimità della legge anche perché il nuovo Statuto non è ancora entrato in vigore. Senonché il governo sa benissimo che lo Statuto sta per essere promulgato in queste ore. Quando si usano argomenti pretestuosi vuol dire che non se ne hanno di migliori. Non è un caso che nel comunicato del governo non viene fatto nessun riferimento al comma 7 dell’art. 117 della Costituzione che obbliga le leggi elettorali regionali a promuovere 'la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive'". Obiezioni alla decisione del CdM anche da parte della senatrice campana del PD Anna Maria Carloni, che sostiene che "il Governo non solo non si occupa di rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla piena partecipazione delle donne alla vita pubblica (art.51 della Costituzione), ma al contrario si preoccupa di contrastare le leggi che vanno in tale direzione. Questo è ciò che è accaduto a proposito della legge elettorale approvata dal Consiglio Regionale della Campania. D’altronde quando è stata modificata la legge elettorale per le elezioni europee, il governo non ha affrontato né introdotto alcuna norma che ottemperasse al dettato costituzionale in materia di pari opportunità".

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di Antonio Rispoli
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