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Così i gruppi parlamentari in una nota congiunta

Legge elettorale, Ncd-Sc: "Subito vertice di maggioranza"

La paura è quella di incappare in una crisi al buio

Matteo Renzi, Segretario del Pd
Matteo Renzi, Segretario del Pd
17/01/2014, 16:06

ROMA - In una nota congiunta Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Popolari per l'Italia chiedono un vertice immediato “per evitare che il sottile equilibrio su cui si regge il governo, anche per le tensioni interne al Pd, provochi una crisi al buio”. Tali gruppi parlamentari ritengono opportuno un incontro di maggioranza in ordine alle consultazioni che il Segretario del PD Matteo Renzi ha avviato sulla riforma della legge elettorale con tutte le forze politiche e in particolare con quelle di opposizione.
"Un passaggio così delicato come la riforma elettorale e la comune volontà di superare il bicameralismo paritario, che rallenta in maniera ormai inaccettabile l'efficacia dell'azione legislativa e di Governo, richiedono un'ampia intesa tra le forze di maggioranza il cui rapporto non può essere ritenuto essenziale solo per le difficili, quotidiane, a volte impopolari attività di governo. Il doveroso confronto in Parlamento con tutte le forze politiche sulla riforma della legge elettorale e della Costituzione non può infatti far venir meno la necessità di un preliminare accordo delle forze di maggioranza che si sono costituite proprio per guidare il Paese in una fase difficile di transizione attraverso le riforme necessarie".
“I sottoscritti Gruppi parlamentari – così la nota firmata da Enrico Costa, Maurizio Sacconi, Andrea Romano, Gianluca Susta, Lorenzo Dellai, Lucio Romani - ribadiscono la loro disponibilità, in tempi rapidissimi, a condividere con il Pd e successivamente discutere con le opposizioni un pacchetto di riforme che prevedano: 1. il superamento del bicameralismo paritario; 2. una legge elettorale che garantisca rappresentanza delle culture politiche, governabilità e stabilità degli esecutivi, anche attraverso un modello di doppio turno; 3. una significativa riduzione del numero dei parlamentari”.

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di Redazione
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