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Il voto della commissione Affari Costituzionali del Senato

Legge elettorale, premio di maggioranza solo oltre il 42, 5%

Il si di Api, Lega, Mpa, Udc e Pdl. Contro Pd ed Idv

Legge elettorale, premio di maggioranza solo oltre il 42, 5%
06/11/2012, 18:16

ROMA -  Passa un emendamento alla legge elettorale. A dare il via libera è stata la commissione Affari Costituzionali del Senato. La modifica prevede che per conquistare il premio di maggioranza si debba superare una soglia del 42,5% A riferirlo è il capogruppo Idv, Felice Belisario. A favore hanno votato Api, Lega, Mpa, Udc e Pdl, contro Pd e Idv.

"E' un emendamento - attacca il senatore del Pd Stefano Ceccanti - "per eleggere meno donne". Nel testo base della legge elettorale c'era la doppia preferenza con l'obbligo di genere diverso. Ora la candidata donna può scivolare al terzo posto.

L’ok arrivato da Palazzo Madama lascia spazio anche alle polemiche. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ad esempio ritiene che l’emendamento passato rompa il dialogo sulla riforma. “Ora – dice - faremo le nostre proposte in aula. Il lavoro di commissione è compromesso. Ci sono tante ipotesi in giro, ho visto ad esempio, quella d'Alimonte e mi è sembrata ragionevole prevede una soglia del 40% oltre la quale si guadagna un premio del 54% e se nessuno ci arriva c'é un premio al primo partito del 10%”.

Meno perplesso in merito è, invece, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “L'individuazione di una soglia era cosa sacrosanta dopo i rilievi della Corte Costituzione. Il testo è migliorabile”.

Dice la sua anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “Sulla legge elettorale non si fanno colpi di mano da parte di maggioranze spurie. Il Pd è pronto a discutere in commissione ma no a votazioni random né a forzature. Bisogna andare avanti - sostiene il segretario Pd - con la discussione e per noi due cose devono essere ferme: attenzione alla governabilità perché l'Italia è davanti a tantissimi problemi e la colpa più imperdonabile è una legge che in premessa inabissa la governabilità”.

E mentre i partiti ancora “litigano” tra loro sulle modifiche da apportare alla legge elettorale, Mario Monti sottolinea la speranza da lui, e dal Governo, riposta in questi ultimi per cambiare il sistema di voto. “Gli stimoli del presidente della Repubblica - ha detto il Professore -  sono stati coerenti, costanti e incisivi. Non c'é che da rammaricarsi del fatto che per ora le forze politiche non siano riuscite a tradurre questo in una nuova legge elettorale. E questo - ha concluso - è tutto quello che dico per ora”. 

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di Rossella Marino
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