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"La riforma storica è il tris"

Legge elettorale, Renzi: "No alle preferenze"


Legge elettorale, Renzi: 'No alle preferenze'
27/01/2014, 11:15

ROMA - "Le preferenze non fanno parte dell’accordo votato anche in direzione: nessuno spazio per iniziative non concordate". Questo è il monito di Matteo renzi nei suoi colloqui riservati in vista della riunione di oggi dei membri democratici della commissione affari costituzionali. Una eloquente bocciatura a quella che poco prima era stata l’apertura di Enrico Letta sulle preferenze.

Tuttavia, l'esito del vertice (in cui si dovranno discutere eventuali emendamenti da presentare domani in commissione) non appare così scontato: la minoranza è agguerrita e non intende mollare. Alfredo D’Attorre spiega: "Noi faremo la nostra battaglia alla luce del sole. Se volessimo far fallire la riforma basterebbe un’imboscata con il voto segreto. Gli aut aut di Renzi non servono. Andare alle urne con la legge partorita dalla sentenza della Consulta sarebbe un disastro per la vocazione maggioritaria del Pd. Non conviene neanche a Matteo".

Il muro alzato da Renzi, però, non sembra ammettere brecce: "I mal di pancia sono naturali, ma il Pd ha deciso e non si torna indietro: chi vuole riportare tutto sempre a capo non sa quale occasione rischia di farci perdere. Sono le cose per le quali hanno votato milioni di italiani alle primarie del Pd".

Al neo segretario del Pd sta a cuore portare a casa tutto «il tris» di provvedimenti che fanno parte del pacchetto concordato con il Cavaliere: "La riforma storica non è la legge elettorale,ma tutto il tris: Senato senza indennità, lotta alle disfunzioni regionali, garanzia del bipolarismo. Su questo dobbiamo battere, altrimenti la gente non capisce il valore straordinario di questo accordo".

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di Elisa Manacorda
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