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“Senza riforme la legislatura rischia”

Legge elettorale, Renzi: “Volevo le preferenze”


Legge elettorale, Renzi: “Volevo le preferenze”
22/01/2014, 17:51

 “Un sostenitore delle preferenze". Così si definisce il segretario del Pd, Matteo Renzi, chiarendo che se queste non compaiono nella sua proposta di riforma della legge elettorale, la responsabilità non è da attribuire a lui: "E' uno dei temi più contestati. Purtroppo sul punto si è registrata una netta ostilità di Forza Italia", dichiara Renzi. "Aspettiamo di vedere che in Parlamento votino le cose che abbiamo concordato. Senza riforme la legislatura rischia".
"Il passaggio di oggi è decisivo, il Pd è centrale, se riusciamo facciamo tutti insieme le riforme", ha detto il sindaco di Firenze ai deputati democratici, nel corso dell’assemblea. "O noi cominciamo a mettere fretta e a chiudere o gli italiani non ci crederanno più".
"Una volta ottenuto il via libera alle riforme costituzionali - dichiara ancora Renzi - il superamento del Senato, la lotta ai consiglieri regionali che fanno i furbi, la semplificazione istituzionale Stato-Regioni, il principio del premio di maggioranza, il ballottaggio, la lotta ai piccoli partiti, non sono riuscito a ottenere le preferenze. Vero, non ce l'ho fatta. Su questo punto abbiamo ceduto. Altrimenti saltava tutto".
"Sul sì alle preferenze – afferma poi il sindaco di Firenze - fino a un anno fa nel Pd ero in netta minoranza. Tutti o quasi tutti quelli che oggi mi stanno attaccando sul punto erano contro le preferenze. Da D'Alema a Finocchiaro fino a Bersani o Violante, potete agevolmente recuperare l'elenco delle dichiarazioni contrarie al punto da far dire a qualcuno 'Siamo contro le preferenze per una questione morale!' Giudico dunque pretestuoso l'accanimento contro questo accordo se basato solo sulle preferenze".
Anche perché il Pd, continua Renzi, "ha già assicurato che faremo le primarie per i parlamentari (come del resto ha fatto per primo Bersani, diamo a Cesare quel che è di Cesare) e che ci sarà alternanza uomo/donna anche se non prevista nella legge. Però rispetto la polemica interna. Non faccio paragoni con quello che hanno fatto gli altri: dico che io sono riuscito ad arrivare fino a qui. Secondo me non è poco".
Sulla legge elettorale, Renzi – ospite di ‘Porta a porta’ ha detto: "ciascuno ha dovuto mollare su alcuni punti di forza: Berlusconi sul ballottaggio, Alfano ha chiesto di non fare la ripartizione circoscrizionale ma quella nazionale. Io ho mollato sulle preferenze".
E ancora: "In Parlamento si possono fare cambiamenti" alla legge elettorale, "ma nel Pd si fa quello che ha deciso la direzione. E in direzione, nemmeno uno, neanche Cuperlo, ha votato contro. Adesso ci tiriamo indietro noi? Non può chiedere le preferenze chi fino a un mese fa diceva che era contro”.
"La legge attuale è stata fatta da Berlusconi e dai suoi alleati a maggioranza, e il centrosinistra ha urlato in aula contro. Ora che siamo maggioranza noi, non possiamo fare gli stessi errori che abbiamo contestato. Le regole si scrivono insieme, non contro l'avversario politico. La legittimazione politica non la do io. Io mi scelgo gli amici, non gli avversari", ha dichiarato ancora il sindaco di Firenze.
E dopo le dimissioni di Cuperlo, Renzi dice che il nuovo presidente lo "deciderà l'assemblea del Pd. A me piacerebbe che non fosse uno dei miei, del mio giro ristretto". "Ho preso il 70% alle primarie, Cuperlo ha preso il 18%, ma il giorno dopo mi sono messo in ginocchio e gli ho detto: fai il presidente. Ora mi dicono che voglio fare troppe direzioni. E allora a sentire che c'è un problema di democrazia interna, mi scappa un po' da ridere".
E sul rimpasto, Renzi ha assicurato che "è durata dai 17 ai 18 nanosecondi. Ad Enrico ho detto 'per me fai tu. Se vuoi chiedere una mano, te la diamo, ma non da me. Non avrai ma da me la richiesta di uno sgabello, di uno strapuntino. L'idea che si fa politica per trattare le poltrone non esiste".

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di Erika Noschese
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