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Il meeting dovrebbe aver luogo domani

Legge elettorale: Renzi-Berlusconi, è polemica nel Pd

Per Cuperlo il loro segretario non dovrebbe chiudere accordi

Legge elettorale: Renzi-Berlusconi, è polemica nel Pd
17/01/2014, 09:11

ROMA – Il tanto atteso faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sta prendendo forma.  Data, orario e luogo dell’incontro sarebbero già decisi: domani, in mattinata o a metà pomeriggio a Roma, sala riservata di un hotel. Tuttavia, vi sono polemiche interne al Pd che stanno mettendo a rischio il meeting. Secondo la minoranza guidata da Gianni Cuperlo, il loro segretario non dovrebbe chiudere accordi su legge elettorale, trasformazione del Senato e riforma del Titolo V della Costituzione con l’ex premier. Pesa in particolare la condizione giudiziaria di Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale e decaduto dal suo ruolo di senatore. Intanto il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e Scelta civica di Mario Monti fanno sapere la loro intenzione di aprire una crisi di governo, qualora l'intesa tra Renzi e Berlusconi dovesse avvenire sul ''modello spagnolo'' di legge elettorale che penalizza le forze minori, preferendo un doppio turno con premio di maggioranza.
La minoranza del Pd, invece, vorrebbe invece strappare un accordo che preveda il doppio turno almeno di coalizione, se non di collegio. L'eventuale successo dell'incontro potrebbe non dispiacere invece al premier Letta che pur continuando ad auspicare una proposta di riforma che nasca in prima battuta dalla maggioranza che sostiene il governo sa bene che mettere subito in moto le procedure per riforma elettorale trasformazione del Senato e riforma del Titolo V della Costituzione significa scongiurare definitivamente elezioni anticipate in primavera.
Le obiezioni all'incontro con Berlusconi hanno avuto sfumature diverse negli interventi di ieri alla Direzione piddina che hanno visto alla fine l'astensione di 35 esponenti della minoranza sulla relazione del segretario che aveva detto a questo proposito nella relazione: ''Una polemica surreale, ed è stravagante che venga da chi ha fatto un governo insieme a Berlusconi. Io non ho visto un ministro dimettersi dopo la sentenza su Berlusconi, li ho visti dimettersi per un 'chi' ma non per questo''. Resta l'incognita dei riflessi delle iniziative di Renzi sul governo. Ieri ha ripetuto la sua valutazione: ''Se fa le cose, può andare avanti. Noi ora ci giochiamo la faccia. In questi mesi abbiamo assistito a una serie di fallimenti, non abbiamo fatto la legge elettorale in dieci mesi, è saltata la revisione costituzionale via art. 138. Il governo non ci chieda di fare un rimpastino dove al posto di uno di loro mettiamo uno di noi''.
Ieri sera Letta, che non ha partecipato ai lavori della Direzione piddina, aveva precisato in una nota prima dell'incontro con il segretario del Pd: ''Sono d'accordo con Renzi sulla necessità di un nuovo inizio dell'azione di governo. Mi sono impegnato in questa direzione e conto di arrivare a un risultato positivo a breve. Ovviamente ho un giudizio diverso sui nove mesi di lavoro, in uno dei tempi più complessi e travagliati della nostra storia recente, che questo governo ha dietro le spalle. Sono fiducioso in un risultato positivo dell'iniziativa opportuna e coraggiosa che Renzi ha assunto sulla legge elettorale''.

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di Redazione
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