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Come si riuscirà a trovare una quadra?

Legge elettorale: si riparte martedì, ma è caos totale

Posizioni dei partiti molto distanti tra di loro

Legge elettorale: si riparte martedì, ma è caos totale
14/01/2012, 13:01

ROMA - Da un lato il “no” della Consulta ai quesiti referendari. Dall’altro l’appello di Napolitano ad una riforma condivisa. Sta di fatto che il tema riguardante la legge elettorale continua a tenere banco, tra presunte rassicurazioni da parte dei partiti di voler riformare al più presto il “Porcellum”. L’intenzione c’è, a quanto pare, ma restano però distanti le posizioni. “Siamo ancora ai contatti informali”, assicurano infatti i più. La nuova settimana si aprirà con un’agenda fitta di appuntamenti, tra i quali anche quello delicato della riforma della legge elettorale. Si dovrebbe partire martedì, ma non si capisce ancora in che modo, visto che sull’argomento sembra non essere stata trovata ancora una quadra tra chi sostiene una cosa e chi un’altra. Il problema per il momento resta ancora il tipo di modello, il sistema migliore da adottare per il voto.
Il Pdl, come spiega Berlusconi, punterebbe a un rafforzamento del “Porcellum”, uniformando i premi di maggioranza per entrambi i rami del Parlamento (“simil-spagnolo”). L’Idv mira invece a un sistema “maggioritario bipolare” con le preferenze, mentre il Pd vedrebbe di buon occhio un “tedesco puro”, con qualche correttivo. Proprio il Pd, nei primi giorni della prossima settimana, ha messo in calendario una riunione interna per fare il punto sul da farsi. L’Udc, da sempre, è per un ritorno al proporzionale con l’aggiunta delle preferenze. Nei prossimi giorni, dunque, si tornerà a parlare di legge elettorale, ma la situazione si presenta ancora molto caotica. Tutti sembrano volere che le regole vengano scritte “tutti insieme”, ma poi non riescono ad accordarsi. A complicare il quadro ci si mette ItaliaFutura: “Perché non far giudicare ai cittadini (con un referendum confermativo da istituire con legge costituzionale) la nuova, eventuale riforma?”. Non sarà facile trovare la quadra, dunque, soprattutto se è vero che il “patto” tra Berlusconi e Bossi per salvare Cosentino sarebbe stato quello di andare al voto con la legge che c’è.

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di Antonio Formisano
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