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E. Letta fiducioso su modifiche in Parlamento

Legge Stabilità, Monti e leader dei partiti a confronto


Legge Stabilità, Monti e leader dei partiti a confronto
22/10/2012, 16:09

ROMA – Monti inizia il confronto con i vari leader dei partiti per testare la possibilità di approvare, senza troppi intralci, la legge di stabilità.

Giunto al Palazzo Chigi, si è pronunciato in merito il vicesegretario del Pd Enrico Letta: “Siamo fiduciosi che la discussione in Parlamento possa migliorare la legge. Per noi le posizioni poste sono importanti, ma largamente condivise. Ho fiducia che si trovi una buona via d'uscita e una buona intesa in Parlamento”.

Verso le 13.30, è arrivato Pierferdinando Casini.

Domani ci sarà l’incontro con Alfano e Berlusconi. Sia per il Pdl che per il Pd ci saranno più punti di contrasto da chiarire. Per Alfano da spiegare sarà la cancellazione retroattiva di un vasto numero di detrazioni fiscali, definite un "tradimento" del patto tra Stato e cittadini.

Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha chiarito: “Su fisco e sicurezza il governo deve fare marcia indietro. La legge di stabilità,c osì come è stata presentata, non è votabile”.
Ed aggiunge : “Pur nel rispetto del lavoro dell'esecutivo e consapevoli delle difficoltà che l'Italia sta attraversando, non possiamo permettere un'ulteriore crescita del carico fiscale. Su detrazioni e aumento dell'Iva ci aspettiamo quindi un ripensamento, così come esigiamo una sostanziale modifica sul fronte della sicurezza. E' impensabile che la legge di stabilità rappresenti lo strumento per penalizzare le Forze dell'Ordine. I diritti e la specificità della categoria andrebbero piuttosto rispettati ed adeguatamente tutelati con misure ben diverse da quelle messe a punto dal governo. Su questo saremo irremovibili”.

Ieri, Bersani ha affermato:“Voglio dirlo con chiarezza: noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola, sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull'organizzazione scolastica e finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell'offerta formativa. Chiediamo al Governo di rendersi disponibile a modifiche significative. Noi metteremo attenzione alla questione fiscale cercando una soluzione più equa e più adatta ad incoraggiare la domanda interna”.

Per il segretario del Pd: “Le norme sulla scuola, così come sono, non saremo in grado di votarle. Voglio credere che ciò sarà ben compreso dal Governo. Diversamente saremmo di fronte ad un problema davvero serio”.

 

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di Rosa Alvino
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