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Tagli retroattivi sulle detrazioni Irpef

Legge stabilità, strette immediate ed è subito bagarre

Pd, Pdl, sindacati e Confindustria tutti contro la riforma

Legge stabilità, strette immediate ed è subito bagarre
16/10/2012, 21:01

ROMA - Ad una settimana dal suo varo in Consiglio dei ministri, il governo pubblica il testo definitivo della legge di stabilità: l'esecutivo ha confermato l'impianto della parte fiscale, compresi gli aspetti più criticati, come la retroattività dei tagli a detrazioni e deduzioni. Saltano invece alcune sforbiciate a danno dei disabili. Dalla maggioranza si alzano le voci del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e del Pdl che chiedono modifiche al capitolo fisco; i sindacati insistono per evitare l'aumento dell'orario dei professori della scuola e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, liquida: "l'irpef è un bene per le famiglie ma non per le imprese". Il Governo al momento di trasmettere la legge alla Camera ne ha pubblicato il testo definitivo. La sorpresa positiva è stata l'eliminazione di alcune delle norme che colpivano anziani e disabili: non c’è più la tassazione dell'indennità di accompagno (la pensione di invalidità) né la riduzione del 50% della retribuzione dei dipendenti pubblici per i permessi presi per assistere i genitori disabili (per la legge 104). Rimane invece la tassazione delle pensioni di guerra e l'aumento dell'Iva dal 4 all'11% per le cooperative sociali e per i servizi socio-assistenziali a cui i Comuni ricorrono molto. Il resto dell'impianto della manovra rimane. L'aumento delle due aliquote Iva, lascito della manovra Tremonti del luglio 2011, anziché di due punti sarà di uno solo (costo circa 3,2 miliardi) e partirà dall'1 luglio 2013. Già da gennaio partirà l'abbattimento, sempre di un punto, delle due aliquote più basse Irpef. Ma, quando si farà a maggio la dichiarazione dei redditi, gli italiani scopriranno la retroattività sul 2012 dei tagli a deduzioni e detrazioni, cioè degli strumenti che riequilibrano la tassazione sui carichi familiari. Che ci siano aspetti problematici lo conferma il fatto che il premier Mario Monti, quando i giornalisti gli hanno chiesto se si può parlare di aumento delle tasse, ha glissato evitando di rispondere. Nei prossimi giorni il ddl inizierà in commissione Bilancio della Camera il suo iter (il 12 novembre approderà in aula) ma intanto la maggioranza affila le armi. “E’ un pasticcio e il Parlamento farà giustizia” ha tuonato Maurizio Leo, uno degli esperti di fisco del Pdl. Secondo Bersani “la parte fiscale non ha i caratteri di equità” perciò “non è accettabile”. E modifiche vanno fatte anche sull'aumento dell'orario dei docenti delle scuole, altrimenti il Pd non vota la legge. Anche la responsabile scuola del Pdl, Elena Centemero, si è dichiarata contraria all'aumento di orario. Allarmato per dichiarazioni simili, piovute anche nei giorni scorsi, il capogruppo di Fli, Benedetto della Vedova, ha esortato la maggioranza a non dar vita a “assalti alla diligenza in stile Anni Ottanta” quando gli emendamenti di spesa alle Finanziarie portarono il debito pubblico agli attuali livelli. Anche dal sindacato arrivano input alle Camere affinché sia rivista la parte sulla scuola. Lo ha chiesto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, e anche Uil e Anief. Il ministro Francesco Profumo, ha dato “il benvenuto a ogni suggerimento ed eventuale modifica”, ma queste devono avvenire “all'interno dei vincoli di bilancio votati dallo stesso Parlamento”. In altre parole vanno trovate coperture alternative. 

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di Valerio Esca
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