Politica / Parlamento

Commenta Stampa

L'idea della Moratti non piace alla Lega

Letizia Moratti: "Facciamo credito ai Rom"


Letizia Moratti: 'Facciamo credito ai Rom'
08/09/2009, 09:09


Fare credito ai rom per aiutarli a comprare una casa regolare e a trovare lavoro. E' questa la proposta della sindaca Letizia Moratti. Un piano che prevede la chiusura dei quattro campi meno gestibili - tra cui quello di via Triboniano -, l'espulsione degli indesiderati e l'avviamento dei restanti verso una vita più socialmente integrata. L'idea però ha generato più di qualche perplessità nel Ministro della Difesa Ignazio La Russa, e non va giù neanche al Carroccio. E sì che il mittente del fondo di garanzia è il Ministero dell'Interno, notoriamente di guida leghista. L'impresa è più difficile di quel che appare. Non solo l'ostruzionismo politico interno, ma bisogna superare anche la logica dei campi; convincere, in altre parole, famiglie a cambiare uno stile di vita radicato da secoli.  La proposta appare senz'altro coraggiosa e trova apprezzamento in Annalisa Martino, responsabile milanese dell'Italia dei Diritti: "Ritengo il piano di integrazione dei rom milanesi una sfida di civiltà che, per quanto venga dalla Moratti, non posso che accettare di buon grado. Mi compiaccio del fatto che ci siano queste punte più progressiste, più aperte a un discorso di integrazione. Questo però deve sempre fare i conti con frange più estremiste che sono invece contrarie. Tutto questo potrebbe anche essere visto come un tentativo di dare un'immagine più dignitosa della città in vista dell'Expo - aggiunge con una punta di malizia la rappresentante milanese del movimento presieduto da Antonello De Pierro - ma se anche ci fosse una motivazione di questo tipo si avrebbe comunque una ricaduta positiva in termini di integrazione. Sono certa che a fronte di una maggiore dignità riconosciuta a questi soggetti corrisponderebbe tutta una serie di conseguenze in termini di etica del lavoro e di responsabilità civile. L'attuale situazione di precarietà lavorativa viene anche da una precarietà abitativa, la cui risoluzione potrebbe essere decisiva per l'effettiva integrazione di questi individui. Benvenga dunque un provvedimento simile".

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©