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La cessione di quote societarie interesserà otto società

Letta: "Dalle privatizzazioni entrate fino a 12 mld di euro"

Pd: "Danno per le generazioni future"

Letta: 'Dalle privatizzazioni entrate fino a 12 mld di euro'
21/11/2013, 21:03

ROMA - Il premier Enrico Letta ha annunciato un piano di privatizzazioni da 10-12 miliardi che permetterà di rimpinguare le casse dello Stato, di ridurre il debito pubblico e di ricapitalizzare la Cassa depositi e prestiti. “Complessivamente questa operazione dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro”, ha detto il premier Letta.

La cessione di quote societarie andrà ad interessare otto aziende, tra cui Eni, Enav, Fincantieri Grandi Stazioni. Per quanto riguarda Grandi Stazioni, società che fa capo alle Ferrovie dello stato e che possiede le stazioni ferroviarie delle grandi città italiane come quelle di Milano e Roma, è prevista la vendita del 60% delle quote societarie. Le quote di Enav, società che gestisce il controllo del traffico aereo civile, e di Fincantieri, invece, saranno vendute fino al 40%. Per quanto riguarda Eni, infine, la cessione sarà limitata al 3% delle quote societarie. Altre cessioni interesseranno le quote societarie di Stm, colosso dei microchip, di Tag, gestore del trasporto di gas russo in Italia, di Sace, compagnia di assicurazione per il commercio estero, e di Cdp Reti, a cui fanno capo le reti energetiche italiane.

Confindustria approva le misure del governo Letta, ma non condivide tempi e modalità dell’attuazione della cessione di quote. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha, infatti, affermato: “Siamo d’accordo con il governo su visione e impostazione, ma non siamo d’accordo sulla rapidità, velocità e quantità. E’ qui che noi chiediamo un salto di qualità”.

Diversa la posizione  del Pd. I deputati del Partito Democratico, infatti, non considerano la cessione di quote societarie di società partecipate dallo Stato come una buona soluzione sul lungo periodo.  “Non si può procedere a svendite delle partecipazioni pubbliche che servano solo a fare cassa immediata, creando un danno per le future generazioni e i conti pubblici dei prossimi anni – hanno detto alcuni deputati del Pd –. Serve un dibattito aperto e approfondito in parlamento”.

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di Vanessa Ioannou
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