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La decisione presa dopo il si del Pd a Matteo Renzi

Letta ha deciso: domani al Colle per consegnare dimissioni


Letta ha deciso: domani al Colle per consegnare dimissioni
13/02/2014, 19:15

AGGIORNAMENTO ORE 19:15 

Il premier Enrico Letta si dimetta. La decisione arriva dopo il si del partito democratico a Matteo Renzi. Letta annuncia così la sua decisione attraverso un comunicato stampa: "A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". 


"Ringraziamo Letta per il lavoro svolto alla guida del governo". È la parte iniziale del documento che il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha letto in Direzione. Il Pd, dice Renzi, "assume il documento 'Impegno Italia' come contributo e rileva la necessità di aprire una fase nuova con un esecutivo nuovo".

La scelta di un "nuovo governo – dichiara il leader del partito democratico - è una scelta azzardata, ma può avere senso se hai il coraggio di dire che l'obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali e il tentativo di cambiare le regole".

Inoltre, il sindaco di Firenze sostiene che "la Direzione non è un processo al governo. Io vorrei capire se siamo in condizioni o meno di aprire una pagina nuova e non è una staffetta perché la staffetta va nella stessa direzione, qui si prova a cambiare ritmo e velocità". "Se la situazione in cui ci troviamo richiede l'energia, l'entusiasmo di un cambiamento radicale, questo non è un derby caratteriale ma necessità di cambiare”, dichiara ancora Renzi, sottolineando poi che "il Pd si trova in questo bivio non per scelta della segreteria o per mancanza di correttezza del Pd nei confronti del governo. Mai, dice ancora, il Pd ha fatto mancare il suo appoggio. Lo sport preferito degli ultimi giorni è dire che è tutta colpa del Pd, ma oggi dobbiamo decidere e dalle forze di coalizione ci si chiede che il Pd assuma le sue responsabilità".

Sulla questione del voto, il sindaco di Firenze sostiene che ''la strada delle elezioni ha una sua suggestione ma non c'è una normativa elettorale che garantisce la certezza della vittoria", e siccome anche l'Italicum è legato alle riforme costituzionali, "non risolverebbe i problemi che abbiamo sul tappeto".

E ancora: "Il rilancio radicale che immaginiamo non deve suonare come una polemica verso Letta né dal punto di vista personale nei confronti di Enrico, né verso il governo che ha affrontato momenti di grande incertezza e turbolenza nell'ultimo anno".

"Mettersi in gioco adesso ha degli elementi di rischio personali – ammette ancora il leader del partito democratico - ma chi fa politica ha il dovere di rischiare in certi momenti, e questo vale nel piccolo anche per me perché se non avessi rischiato avrei fatto due mandati da presidente della provincia di Firenze". "Possiamo aspettare che qualcuno cambi le cose per noi, ma in 20 anni nessuno l'ha fatto e un cambiamento forte ci sarà solo se c'è il Pd".

E poi il segretario prosegue dicendo: "Qualcuno ha scritto in queste ore di ambizione smisurata di Renzi, di ambizione smisurata del Pd. Vi aspetterete che io smentisca. Non lo farò. Io non lo smentisco: c'è un'ambizione smisurata che ciascuno di noi deve avere che è quella di pensare che l'Italia non può continuare a vivere nell'incertezza, instabilità, nella palude e nel tentennamento".

Grande assente in direzione il premier Enrico Letta che – attraverso una nota – spiega le motivazioni che lo avrebbero spinto a non presentarsi: "Carissimi, penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a Palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune".

Smentite, inoltre, le voci circolate a proposito di un'offerta a Letta di guidare il dicastero dell'Economia di un governo Renzi. "Una grandissima sciocchezza", si dice dal quartier generale democratico.

Intanto il Financial Times scrive sul suo sito che il presidente del Consiglio ha cancellato la visita ufficiale in Gran Bretagna, che era in programma il 24 e 25 febbraio prossimi.

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di Erika Noschese
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