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Pd, il via alla raccolta firme per la mozione di sfiducia

Letta: "le prospettive di vita del governo sembrano brevi"


Letta: 'le prospettive di vita del governo sembrano brevi'
10/11/2010, 21:11

ROMA – Dopo l’annuncio del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha dato inizio alla raccolta di firme per la mozione di sfiducia al governo Berlusconi, in queste ore parole significative che fanno presagire nuovi scenari, arrivano anche da Gianni Letta. "Le prospettive di vita del governo sembrano essere brevi. - Spiega il sottosegretario alla presidenza del consiglio. - Questo governo che rappresento pro tempore ha prospettive molto più brevi del 2020, e in queste ultime ore sembrano restringersi non ad anni ma a periodi e misure di tempo più contenuti".
Intanto, nel pomeriggio un importante vertice si è tenuto a Montecitorio, ed al quale hanno preso parte il leader di Fli, Gianfranco Fini, il Presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e il leader di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli. Non si conosce al momento l’esito dell’incontro, ma si ipotizza che la triade abbia parlato dei futuri scenari di governo.
Quanto poi all’opposizione e ad alla futura mozione di sfiducia, Bersani, spiega: "Stiamo raccogliendo le firme, poi vedremo tempi e modi dell’iniziativa. Il nostro obiettivo è di rendere evidente e formale la crisi". Il numero uno del Pd, sottolinea inoltre di aver affidato ai vari capigruppo il compito ed il modo di trovare i percorsi e le tecniche migliori per arrivare a questo obiettivo. Soddisfazione per l’iniziativa è arrivata anche da Antonio Di Pietro: "Finalmente, è l’unica cosa da fare".
Già nella giornata di domani, Futuro e Libertà potrebbe ritirare la sua delegazione al governo, come confermato anche dal finiano, Fabio Granata. Intanto, dall’Mpa di Lombardo arrivano parole di sostegno proprio nei confronti di Fini. "Vogliamo muoverci in piena sintonia con Fli. Anche sulla richiesta di dimissioni di Berlusconi".
Nel corso del mese sono molti e difficili i passaggi che attendono il governo. Si parte dal voto sulle dimissioni dell’on. Giuseppe Drago, per poi passare al voto sulla legge di stabilità e alla ratifica di alcuni protocolli europei.

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di Dario Palladino
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