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Discorso di un'ora a cui seguirà un dibattito

Letta: "L'Italia è in pericolo, dobbiamo mantenere la stabilità"


Letta: 'L'Italia è in pericolo, dobbiamo mantenere la stabilità'
02/10/2013, 09:33

ROMA - E', iniziata regolarmente alle 9.30 la comunicazione al Parlamento del Presidente del Consiglio Enrico Letta. 
Un discorso ripetutamente interrotto: dagli applausi (e qualche fischio) quando ha nominato Napolitano; dalle urla dei berlusconiani quando Letta ha ricordato che la legge è uguale per tutti e che non si possono avere trattamenti ad personam o contra personam. 
Ha iniziato con un richiamo alle istituzioni, ricordando che lui è stato in aula 15 volte in 5 mesi; per poi accennare velocemente alla situazione giudiziaria di Berlusconi. Per poi finire in un elogio della stabilità, necessaria per "portare avanti le grandi riforme", ricordando che la crisi rischia di rinviare tutto, a cominciare dalla riforma costituzionale e dalla legge elettorale, paventando il rischio di elezioni anticipate che restituiranno un Parlamento spaccato in tre tra Pd, Pdl e M5S, come è adesso.
Poi è passato ad un elogio del lavoro fatto dal governo a sostegno dell'economia e del sociale. Sottolineando come il governo si stia comportando con serietà e senza guardare ai sondaggi, e farà lo stesso nella redazione della prossima legge di stabilità. Ha inoltre annunciato che indende nominare Carlo COntarelli al ruolo di Commissario per la spending review. 
Dopo di che è stata la solita sequenza di annunci: faremo la lotta all'evasione, daremo più giustizia, creeremo la service tax che non colpirà i cittadini, ecc. Ha inoltre detto che i cittadini in questi 5 mesi hanno pagato meno tasse per 3 miliardi, e che pagheranno ancora di meno l'anno prossimo. Un accenno anche alle modifiche di legge in calendario, anche per quanto riguarda l'amministrazione carceraria. Non poteva mancare un elogio per l'Expo 2015, veicolo per attirare investimenti stranieri in Italia. 
Manifestazioni di ottimismo, riguardo alla ripresa economica e al conseguente aumento dell'occupazione nei prossimi anni, a condizione di non creare una crisi politica.
Conclusione poi sulla politica estera, in particolare sulla Siria e sull'atteggiamento all'Onu nei confronti delle armi chimiche. Non poteva mancare un intervento sul semestre europeo (la seconda metà del 2014) a presidenza italiana.
Alla fine, un appello a tutti i parlamentari: di lavorare con serietà per dare ai cittadini le risposte che loro chiedono sulle donne, sulle pari opportunità, sulla lotta alla criminalità, e così via. E per questo ha chiesto la fiducia "non contro qualcuno, ma per l'Italia".
Un discorso durato quasi un'ora, in cui ha cercato di toccare tutte le corde, dalla speranza alla paura... insomma, da vero democristiano di altri tempi.  

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di Antonio Rispoli
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