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Conferenza di fine anno del Presidente del Consiglio

Letta ottimista: "Il 2013 anno della svolta grazie alla stabilità"


Letta ottimista: 'Il 2013 anno della svolta grazie alla stabilità'
23/12/2013, 14:00

ROMA - Tradizionale conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Una conferenza stampa con i riflettori puntati sulla situazione economica del Paese. 
E infatti Letta ha spiegato che è grazie alla stabilità garantita dai primi otto mesi del suo governo che ha permesso di ottenere risparmi: ben 5 miliardi e mezzo, se si valuta che secondo le previsioni l'Italia avrebbe dovuto pagare 89 miliardi di interessi sul debito pubblico e invece ne ha pagati "solo" 83 e mezzo. Ma questa è solo una parte della svolta economica che vede Letta: l'altra parte verrà dalle misure decise dal governo, come indirizzare i proventi della spending review e della lotta all'evasione fiscale per il taglio delle tasse sul lavoro. A cui si aggiungerà a gennaio una serie di norme contro i reati economici: sanzioni per i capitali illegalmente importati e per punire l'autoriciclaggio. 
Poi si è passati a discutere di riforme costituzionali, dato che, secondo Letta, prima delle europee ci saranno le riforme costituzionali sull'abolizione del bicameralismo perfetto, le modifiche del titolo V e così via; senza dimenticare la legge elettorale. Modifiche costituzionali che sono partite dal governo, ma per cui Letta si aspetta l'appoggio di tutti i partiti in Parlamento.
Il discorso poi si è portato su Renzi, che però secondo Letta non rappresenta un pericolo per il governo, perchè non è nelle intenzioni del segretario del Pd farlo cadere. Nè è intenzione di Letta procedere ad un rimpasto del governo, dopo la scissione avvenuta in Scelta Civica e quella avvenuta tra Forza Italia e Ncd. 
Ha poi promesso un cambio della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e l'introduzione del principio dello ius soli (è italiano chi nasce in Italia), nonchè nuove norme sul gioco di azzardo, per ridurne i danni sociali. 
Ha poi rivendicato di aver fatto qualcosa per ridurre gli stipendi dei parlamentari, azzerando lo stipendio per i ministri che sono anche parlamentari. E di aver abolito i rimborsi elettorali, sostituendoli con la misura del 2 per mille, anche se ci vorranno tre anni perchè la misura entri a regime pienamente.  

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di Antonio Rispoli
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