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Lettera aperta della Dott.ssa Maietta, Consulta Regionale Femminile della Campania, al quotidiano ROMA


Lettera aperta della Dott.ssa Maietta, Consulta Regionale Femminile della Campania, al quotidiano ROMA
19/03/2010, 16:03

Egregio Direttore Antonio Sasso,
La Consulta Regionale Femminile della Campania ritiene oltraggioso l’articolo scritto da Rino
Mele pubblicato il giorno 19.03.2010 sul ROMA in prima pagina.
Tutto ciò nasce dalla mancata informazione e divulgazione della Legge del 27 marzo 2009 e resa
legittima anche dalla Corte Costituzionale di Roma il 15 dicembre 2009 nello specifico art 4 comma
3 e art 10
L’assenza di dibattiti e confronti pubblici ha fatto sì che la legge non fosse recepita dagli elettori
campani creando perplessità e critiche da parte del genere maschile il quale non comprendendo il
senso della nuova legge l’attacca denigrando la stessa l’identità di genere.
Da oltre dieci anni, le donne della Consulta Regionale Femminile o del Saloon hanno fatto propria
la lotta, per una legge sulla rappresentanza anche a livello regionale.
Nelle linee già tracciate dalla CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di ogni discriminazione
contro le donne) e dalle donne in Europa, ma anche dalla Costituzione Italiana, le donne e gli
uomini insieme con l’approvazione della legge n. 4\\\\2009 del 27 marzo 2009 hanno reso possibile
l’opportunità di esprimere una doppia preferenza di genere
La doppia preferenza deve essere vista come un valore aggiunto, non come l’unica possibilità di
“votare donna”; non esiste una preferenza di second’ordine; si vuole dare all’elettore lo strumento
per rispettare i generi di appartenenza.
Tutto ciò oggi in Campania è possibile grazie all’art.4 comma 3 della legge elettorale regionale del
27 marzo 2009 che recita: l’elettore può esprimere nelle apposite righe della scheda, uno o due voti
di preferenza, scrivendo il cognome ed il nome dei due candidati compresi nella lista stessa. Nel
caso di espressione di due preferenze , una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra
un candidato di genere femminile della STESSA LISTA, pena l’annullamento della seconda
preferenza.
Si sottolinea che la doppia preferenza ha valore se espressa nella stessa lista ed assegnata
distintamente ad una candidata donna ed ad un candidato uomo.
Questa legge, al di là delle critiche e degli ostacoli, deve essere innanzitutto considerata come una
rottura culturale che dà voce a tutte le donne.
Dopo aver letto in prima pagina il corsivo di Rino Mele si evince che i cittadini non sono forse
abbastanza emancipati per recepirla come strumento di democrazia paritaria che uniforma la
regione Campania ai modelli Europei.
Questa Legge può portare la Regione Campania all’avanguardia nazionale per la modernità dei
contenuti.
I mezzi d’informazione italiani spesso mettono in risalto solo quel che c'è di negativo in Campania
producendo uno stato d'animo, pessimistico che talvolta anche la polemica politica raccoglie e
alimenta.
Al contrario oggi la Campania ha un provvedimento legislativo unico ed esclusivo; prima d’ora mai
nessuna Regione ha avuto l’opportunità di poter esprimere due preferenze rispettando i generi.
E’ un passo avanti, certamente non quello risolutivo, che però non può essere ridicolizzato.
L’impegno della Consulta Regionale Femminile della Campania non si ferma alle prossime elezioni
del 28-29 marzo ma porterà la legge su piani trasversali di discussione per formare coloro che sono
d’ostacolo al cambiamento sociale, culturale e politico per costruire una corretta democrazia
paritaria.
In qualità di presidente della Consulta Regionale Femminile mi rendo disponibile per qualsiasi
incontro confronto anche per illustrare tutti passaggi peraltro lunghi e dolorosi che abbiamo dovuto
fare in stretta collaborazione con gli esponenti del Consiglio Regionale e non solo per giungere a
tale approvazione supportata in modo particolare dal genere maschile dello stesso organismo.
La presidente della Consulta regionale Femminile della Campania
Dott.ssa Monica Maietta

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di Redazione
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