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Bocchino: Berlusconi non avrà fiducia, si dimetta

Lettera dei finiani al premier: "Esperienza di Governo finita"


Lettera dei finiani al premier: 'Esperienza di Governo finita'
28/11/2010, 18:11

ROMA - Una storia d’amore che finisce nel peggiore dei modi. Bastano poche righe a Fli per scaricare definitivamente il governo Berlusconi: una lettera di sfiducia che apre il valzer verso il voto del 14 dicembre. “L'esperienza di questo governo è finita, e anche male” si legge nella lettera che Generazione Italia, l'associazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, ha indirizzato oggi tramite il proprio sito web a Silvio Berlusconi. Missiva in cui vi sono reprimende pesanti come macigni, che accusano il premier di aver considerato il governo “un feudo personale”, e oggi di “pretendere di interpretare personalmente la Costituzione”, avocando a sé il potere di «concedere la verifica e implicitamente mantenere o sciogliere le camere». Dopo l'apertura sulla riforma universitaria lanciata direttamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini, la lettera che suona come una risposta diretta all'accusa di “tradimento” che ieri il premier ha rivolto preventivamente a chi, eletto nella maggioranza, il 14 non voterà la fiducia. La replica, affidata a Generazione Italia anche per concedersi un'asprezza che non ricorre a giri di parole, rovescia su Palazzo Grazioli la responsabilità del “tradimento”e ricorda i “patti” iniziali che non si sono tradotti in atti di governo. Questi patti, è l'opinione di Generazione Italia, “richiedevano l'immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio di Mediaset e che favorisse il rinnovo strutturale della Rai, la netta separazione fra gli interessi personali del Capo del Governo e la sua funzione di altissimo Pubblico Ufficiale”. Accanto a questi "accordi", il secondo aspetto su cui si consuma il tradimento sono le “promesse elettorali”, tra le quali “la soluzione del secolare problema meridionale”, “la pace sociale”, il sostegno “alla piccola e media impresa” e la trasformazione dell'Italia “in un grande paese ad ispirazione liberal-democratica”. Secondo i finiani, nulla di tutto questo è avvenuto ed è ora che Berlusconi si faccia da parte: “Dopo di lei non c'è il diluvio - chiariscono -, lei non è l'uomo della provvidenza”. Ma le divisioni all’interno di Fli restano. Domenico Menia, senatore Fli iscritto all'ala delle “colombe”, distinta da quella dei “falchi” rappresentata da Italo Bocchino e Fabio Granata, anche oggi pomeriggio ha richiamato la formula ormai canonica dell'“1 X 2” rispondendo a chi gli chiedeva di pronunciarsi sull'esito dell'ordalia del 14 dicembre. Sembra ancora incerto quindi il voto di fiducia: i finiani potrebbero anche non astenersi per far andare sotto l’esecutivo.
BOCCHINO: PREMIER NON AVRA'FIDUCIA CAMERE,SI DIMETTA  -  ''Siamo tutti in attesa di ascoltare Berlusconi, quando in Parlamento spieghera' le ragioni per cui chiede una fiducia che oramai non ha. I numeri parlano chiaro: il premier non ha la maggioranza alla Camera e quindi non ha possibilita' di avere la fiducia da tutti e due i rami del Parlamento''. Lo ha detto parlando con i giornalisti prima di intervenire alla prima assemblea regionale del Fli delle Marche, il capogruppo alla Camera Italo Bocchino. ''Io mi auguro - ha proseguito - che si dimetta prima di andare a uno scontro muscolare inutile e dannoso. E' chiaro che immediatamente dopo - ha aggiunto - sara' un'altra partita, e non e' scontato, come dice Berlusconi, che si andra' dritti dritti al voto. E Napolitano - ha detto ancora - ha il dovere, ancor prima del diritto, di verificare se in Parlamento esistono le condizioni per costruire una alternativa, e io credo che tutti i gruppi parlamentari, compresi Pdl e Lega, abbiano il dovere il giorno dopo di dar vita a un nuovo governo, con un nuovo programma, una maggioranza molto piu' ampia per risolvere i problemi del Paese e non per continuare l'esibizione muscolare di Silvio Berlusconi''. Una prova muscolare - ha rimarcato Bocchino - ''molto dannosa per l'Italia in un momento di crisi internazionale'', in cui, secondo il dirigente di Fli, Berlusconi ''sta facendo prevalere il bisogno di dimostrare che ce la puo' fare, rispetto alle esigenze dell'Italia di avere invece un governo responsabile, stabile e possibilmente con una maggioranza molto piu' ampia di quella attuale, che addirittura non c'e' piu' ''.
 

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di Davide Gambardella
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