Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Fabio Granata (Fli):"E' il peggior ministro di sempre"

Lettera dei soprintendenti contro Sandro Bondi


Lettera dei soprintendenti contro Sandro Bondi
16/11/2010, 21:11

ROMA - Dopo il crollo verificatosi a Pompei, in una lettera indirizzata al ministro della Cultura Sandro Bondi, 17 soprintendenti (tra cui Jeannette Papadopoulos, neoresponsabile  ad interim della soprintendenza di Pompei) accusano il ministro di aver reso "la salvaguardia della cultura" un mero "concetto mediatico". La recriminazione, come intuibile, non è piaciuta a Bondi che, celermente, ha replicato definendo la missiva "gravissima" dato che "accredita una responsabilità politica" al crollo rovinoso della Scuola dei Gladiatori. Eppure, il primo a puntare il dito contro la sopraintendenza nel disperato tentativo di auto-sollevarsi da ogni responsabilità, era stato proprio lo stesso ministro. In un'intervista, i responsabili gestione del prezioso sito pompeiano, erano difatti stati accusati di non possedere la giusta attitudine manageriale.
I soprintendi però hanno deciso di replicare, denunciando con vigore i "pesanti tagli che soprattutto a partire dalle leggi degli ultimi anni hanno aggredito e ridotto un bilancio complessivo già inadeguato". Tagli che, hanno subito dopo sottolineato, sono stati "accompagnati da riduzioni del personale e blocco delle assunzioni, compresi i tecnici di alta qualificazione; nonché dal contestuale appesantimento di normative e procedure di spesa in tutti i settori del pubblico impiego e massimamente nel settore dei beni culturali".
In particolare a Pompei, si era deciso per il consueto commissariamento e per la conseguente introduzione di "figure professionali diverse dai tecnici specializzati (prima un prefetto in congedo, poi un funzionario della Protezione Civile)".
Per i sorprintendenti, dunque, è assolutamente necessario "un quadro di miglioramento dell'attività di tutela nel suo complesso, che non esautori i dirigenti tecnici del Ministero, ma ne ascolti le difficoltà e le proposte, nell'unico interscambio possibile per migliorare le condizioni del patrimonio culturale del nostro Paese".
"
"E' ora - si legge nella parte finale della lettera - che la cultura dell'emergenza ceda il passo a quella della manutenzione, ordinaria e straordinaria, a cura delle strutture e degli staff tecnico-scientifici che quei monumenti, quei siti, quei musei conoscono e tutelano". Il tutto considerando che "la valorizzazione come concetto mediatico 
non può sostituirsi al paziente e faticoso lavoro di monitoraggio, consolidamento e restauro, che per definizione è poco visibile e quindi poco mediatico".
Insomma: un messaggio chiaro ed eloquente che accusa il ministero della Cultura di un approccio basato molto più sulla forma che sulla sostanza.

GRANATA:"BONDI E' IL PEGGIORE DI SEMPRE"
E sulla questione non ha voluto risparmiare parole durissime anche il deputato Fli, Fabio Granata:"Ciò che va emergendo dalle inchieste e dalla ricostruzione dei fatti conferma la sua pesante e diretta responsabilità politica - ha infatti osservato Granata -. In Italia il patrimonio e le attività culturali non possono essere lasciate ancora nelle mani di Bondi, oggettivamente il peggior ministro di sempre. Per fortuna, la nuova fase politica che si apre ce ne libererà". Comunque, secondo il parlamentare finiano, "solo la crisi di governo salverà Bondi dalla sfiducia individuale".

LA REPLICA DI BONDI
Per Sandro Bondi, però, "la lettera resa pubblica da parte di alcuni soprintendenti è gravissima per tre ragioni: in primo luogo perché alimenta e cerca di accreditare la convinzione di una responsabilità politica nel cedimento di una ricostruzione in cemento armato a Pompei; in secondo luogo perché i fondi a Pompei ci sono sempre stati ed è mancata la capacità di spenderli in maniera adeguata; infine perché i commissari hanno sempre operato in totale sintonia con i soprintendenti".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©