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L'Europa "assente", l'Europa "lontana", l'Europa "italiana"


L'Europa 'assente', l'Europa 'lontana', l'Europa 'italiana'
11/04/2011, 10:04

Con questa vicenda dell'arrivo dei migranti tunisini, si è sollevata una enorme polemica tra il governo italiano e quello europeo. In particolare, sul fatto che l'Europa sia assente, come dicono alcuni; o sia lontana, come dicono altri; o addirittura che sia inesistente, come dicono altri ancora. Ma è così?
Che l'Europa sia stata costruita male, è fuori dubbio. Non puoi costruire una associazione di Stati solo sulla moneta. Si è voluto replicare il sistema con cui nel 1870 si creò la Germania, dalla fusione della Prussia di Bismarck con una serie di staterelli e principati: prima una unione doganale, poi una fusione con la moneta unica (unità però ad una immediata armonizzazione delle leggi, della burocrazia e così via). Ma c'è stata una enorme differenza: la Germania del 1870 era formata per quattro quinti dalla Prussia. Quindi c'era un forte nucleo che attraeva gli altri Paesi. Quando è stata fatta l'Europa, il nucleo doveva essere svolto dalla Francia e dalla Germania; ma per farlo ci sarebbe dovuta essere una perfetta identità politica, che non c'è mai stata. Così l'Europa è un insieme di nazioni, ognuna con i propri interessi, le proprie leggi e i propri pregi e difetti.
Premesso questo, scaricare le colpe sull'Europa è solo una scusa. I nostri governanto sanno (o dovrebbero sapere) come si agisce a quei livelli. Il fatto di essere ascoltati o meno, dipende dall'autorevolezza del singolo Stato e del singolo governo. Ma anche dagli accordi che ci sono tra gli Stati. Ovvio che per esempio quello che dice la Germania sia molto più ascoltato di quello che dice Malta. Il problema è che in questa classifica siamo molto in basso. Episodi come quello del Berlusconi che fa cucù alla Merkel, del Berlusconi che parla al telefono con qualcuna delle ragazzine che frequentavano Arcore mentre la Merkel lo sta aspettando, Berlusconi che disegna mutandine e reggiseni mentre gli altri discutono del come risolvere la crisi economica, Berlusconi che dà del matto a Sarkozy, non sono certo serviti ad aumentare l'autorevolezza del nostro governo. Nè in questo senso sono servite frasi pronunciate dalla nostra classe politica contro l'Europa, da "Forcolandia" (termine coniato dalla Lega quando si parlava del mandato di cattura europeo) all'Europa che "ci toglie la nostra libertà" e così via. Idem dicasi per l'enorme ritardo con cui il nostro Paese si adegua alle direttive europee o non si adegua (vedi la sentenza della Corte Europea contro la legge Gasparri, mai eseguita nel nostro Paese).
Con tutti questi problemi che noi abbiamo avuto in passato, anche in un passato recente, all'inizio dell'arrivo degli extracomunitari, ci siamo anche permessi di esprimerci in termini dispregiativi verso l'Euorpa, fino ad arrivare alle ultime minacce del nostro premier ("Se l'Europa non ci dà una mano, allora ognuno prenda la sua strada"). Minacce che poi non sono credibili. Se noi uscissimo dall'Europa, i tassi di interesse sui nostri titoli di Stato schizzerebbero a razzo verso l'alto, superando il 10%. E questo in Europa lo sanno meglio di noi. Quindi non c'è da stupirsi che Francia e Germania si comportino come si stanno comportando. E' il loro modo di dire: "Avete voluto fare i presuntuosi, ci avete voluto insultare? E adesso sono cavoli vostri". Senza contare che comunque io non vedo tutti questi problemi. Il Belgio ogni anno assorbe più immigrati extracomunitari di quanti ne siano arrivati in questi ultimi mesi in Italia. E il Belgio ha un sesto della popolazione italiana. Il problema è lo stesso di tutti i governo Berlusconi: la profonda inefficienza e l'assoluta incapacità del Presidente del Consiglio e dei ministri che si è scelto.

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di Antonio Rispoli
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