Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Passa la fiducia a Palazzo Madama sul decreto legge

Liberalizzazioni: ok dal Senato. Ma la Banche non ci stanno

Il comitato di presidenza dell’Abi si dimette

Liberalizzazioni: ok dal Senato. Ma la Banche non ci stanno
01/03/2012, 18:03

ROMA – 237 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti: è con questi numeri che il governo ottiene la fiducia al Senato sul decreto legge liberalizzazioni. Il testo, così come licenziato in Commissione Industria, ottiene quindi il via libera di Palazzo Madama e passerà ora alla Camera dei deputati per la sua seconda lettura.
L’esito della votazione di Palazzo Madama da un lato viene salutato con grande soddisfazione da diverse componenti politiche, ma dall’altro ottiene invece una dura reazione da parte degli istituti di credito. Una reazione che passa per le dimissioni dei vertici dell’Abi. Il comitato di presidenza dell’Abi, infatti, alla luce del decreto legge liberalizzazioni passato al Senato, ha deciso di dimettersi e rimettere il mandato al comitato esecutivo. L’annuncio arriva direttamente dal presidente, Giuseppe Mussari, nel corso di una conferenza stampa.
Tale decisione, viene specificato, arriva come forma di protesta nei confronti della norma, contenuta nel decreto liberalizzazioni, che vieta le clausole sulle commissioni per le linee di credito concesse dalle banche. “È la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha detto al riguardo il presidente dell’Associazione bancaria, Giuseppe Mussari, per il quale la norma in questione, qualora confermata, “va a danneggiare gravemente le imprese bancarie, ma ancor più tutte le imprese del Paese. Saremo costretti a rivedere complessivamente tutta la nostra politica creditizia e temiamo – ha concluso Mussari - che allontanerà gli impieghi di tutte le banche straniere in Italia”.
Ciò che l’Abi chiede è una modifica sulla clausola riguardante le banche: ipotesi per la quale si schiera anche il Pd, che ritiene che “la norma in questione debba essere corretta”. Ad aprire uno spiraglio in tal senso ci pensa il relatore del Pd Filippo Bubbico: stando a quanto afferma, per quanto riguarda la norma in questione, ci sarebbe la volontà dell’esecutivo di trovare una soluzione nel decreto legge sulle semplificazioni all’esame della Camera. Un segnale di apertura arriva anche dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà che fa sapere che se il Parlamento vorrà modificare le norme che interessano le banche “il governo non si metterà di traverso”: “Però - specifica - deve essere un’iniziativa parlamentare condivisa da tutte le parti politiche che ci sostengono”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©