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Pronti ad applicare le decisioni Ue-Nato. Si alle sanzioni

Libia, a Bruxelles l’Italia porta due richieste

I clandestini? Da distribuire nei Paesi Ue del Mediterraneo

Libia, a Bruxelles l’Italia porta due richieste
10/03/2011, 09:03

ROMA - Sono giornate di incontri internazionali quelle che si consumeranno nelle prossime ore. Oggi e domani: due vertici europei straordinari. Sullo sfondo la tragica situazione che sta colpendo la Libia. Sul fronte diplomatico si lavora e l’obiettivo è quello di trovare una soluzione condivisa che possa porre fine alla crisi libica. L’ipotesi più quotata, nonostante le opposizioni, resta sempre quella di una no-fly zone. E anche l’Italia ha due richieste ben precise che il premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini presenteranno a Bruxelles: il varo di una missione navale Ue - Nato per rafforzare l’embargo sulle armi contro il regime di Gheddafi e un appello ai Ventisette affinchè tutta Europa si faccia carico della gestione dell’eccezionale flusso migratorio dal Nord Africa in fiamme. Quello che preme più al governo italiano e al Quirinale in questo momento, in attesa di capire quale piega prenderanno gli eventi se il Raìs costringerà il mondo ad un’azione militare, è creare un quadro di “legittimità internazionale” per eventuali azioni di forza a cui l’Italia potrebbe essere chiamata a dare un supporto logistico attraverso le sue basi nel Mediterraneo. In un clima che continua ad essere di grande incertezza, da Palazzo Chigi, infatti, è trapelata la preoccupazione del presidente del Consiglio, consapevole che per la sua posizione geografica (emergenza sbarchi) e la sua esposizione economica l’Italia debba giocarsi la partita “con grande cautela”. Non a caso Roma ha garantito piena copertura alle sanzioni Onu e alle misure ancora più restrittive decise in queste ore dall’Europa sugli investimenti dei fondi sovrani e della Banca centrale libica (che in Italia sono in settori strategici). Non a caso, inoltre, ciò che l’Italia vuole far presente al Consiglio europeo straordinario di domani è come i clandestini, provenienti dal Nordafrica, possano essere accolti almeno dai Paesi Ue del Mediterraneo. Oltre all’Italia, i Paesi potrebbero essere Grecia, Malta, Francia e Spagna. Se la guerra non è un “videogame”, come ripetono in questi giorni Frattini e La Russa, non è da sottovalutare neanche l’impatto che mosse politiche sbagliate potrebbero avere un domani con la nuova Libia del dopo Gheddafi. La Farnesina, e in prima persona Frattini, stanno tessendo una rete di contatti diretti con il Consiglio nazionale provvisorio di Bengasi e con il suo capo Jalil. L’Italia deve stare attenta ad evitare “strappi difficilmente ricucibili un domani” assicurano: sul Trattato di amicizia, ad esempio, prezioso secondo il governo sul versante immigrazione, l’orientamento definitivo sarebbe quello di sospenderlo senza però denunciarlo formalmente, un passo, quest’ultimo, che renderebbe impossibile “resuscitarlo” in futuro con un nuovo governo a Tripoli.

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di Antonio Formisano
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