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Mantovano ammette: “Ci sono riserve anche nel Pdl”

Libia, arriva l’ok del Colle. Ma il governo si spacca

Di Pietro non condivide il pensiero di Napolitano

Libia, arriva l’ok del Colle. Ma il governo si spacca
26/04/2011, 12:04

ROMA - È una vera e propria spaccatura quella che si sta registrando nella maggioranza di governo sul caso Libia, al punto tale che i più tra i banchi dell’opposizione puntano il dito contro un governo che sembrerebbe “diviso e senza bussola” in materia di politica estera. In effetti, la decisione dell’esecutivo di dire si ai bombardamenti in territorio libico non scatena solo le ire della Lega, che dal primo momento ha detto no a qualsiasi ulteriore intervento in Libia. Anche all’interno dello stesso Pdl, infatti, sono numerose le riserve e sembra prendere voce sempre più il coro dei dissidenti, ovvero coloro che ritengono che la decisione di intervenire in maniera più incisiva contro Gheddafi e a favore dei ribelli sia sbagliata. Intanto, mentre sui raid in Libia arriva l’ok del Colle, che vede in questo il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, il governo si ritrova a fare i conti con spaccature interne.
“L’intervento in Libia è completamente sbagliato, i presupposti sono e restano del tutto infondati”: è questo il parere del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, per il quale, secondo questa logica “assurda” ci sarebbero più motivi per bombardare la Siria, dove Assad massacra i manifestanti e rappresenta una parte di popolazione molto inferiore a quella rappresentata dal rais libico.
Parole che si sposano con quelle del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, che ammette come le perplessità sull’intero dossier libico e sul ruolo dell’Italia in esso non siano interne solo alla Lega, ma anche al Pdl. “A me piace più l’Italia che manda gli aiuti a Bengasi, piuttosto che l’Italia che bombarda”: è questo, infatti, il pensiero del sottosegretario Mantovano, che volge l’attenzione anche al vertice Italia – Francia in programma oggi: “Il vertice - ha detto Mantovano ai microfoni di Radio 24 - avviene per rendere le posizioni meno distanti possibili. Italia e Francia sono tra i Paesi che hanno fondato l’Europa, l’ultima cosa necessaria è che ci si facciano reciproci dispetti rispetto a temi che chiedono grande compattezza, primo fra questi l’immigrazione”.

DI PIETRO NON CONDIVIDE IL PENSIERO DI NAPOLITANO
“Bombardare una Nazione non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto”. Antonio Di Pietro non condivide affatto la valutazione espressa dal capo dello Stato sulla decisione dei bombardamenti in Libia. “Né può valere - prosegue il leader Idv – l’ipocrita giustificazione che tutto ciò sarebbe già stato autorizzato dalle Nazioni Unite e dal Parlamento italiano. Infatti, l’Onu non ha mai avallato tale scelta e, soprattutto, le nostre Camere non hanno mai discusso, né approvato un provvedimento in cui c’era scritto, nero su bianco, di fare guerra ad un’altra Nazione. E' stato solo deliberato di impedire che avvenissero dei massacri della popolazione inerme durante una guerra civile”

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di Antonio Formisano
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