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La Russa assicura: “Partecipiamo fino in fondo”

Libia: basi, navi e aerei. L’Italia è pronta ai raid

Sette le basi aeree messe a disposizione

Libia: basi, navi e aerei. L’Italia è pronta ai raid
19/03/2011, 09:03

ROMA - Almeno cinque navi, sette basi e cacciabombardieri in grado di distruggere le postazioni antiaeree quando scatterà la No-fly zone sulla Libia: è questo, escluso ogni intervento di uomini o mezzi via terra, il contributo messo a punto dall’Italia, che intende partecipare fino in fondo alle operazioni militari. “Non ci limiteremo a dare le chiavi di casa nostra ad altri perchè ne facciano quello che ritengono più opportuno”, ha detto in Parlamento il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. L’Italia, ha infatti sottolineato La Russa nelle sue comunicazioni alle Commissioni riunite di Camera e Senato, dispone di “una forte capacità di neutralizzare radar e ipoetici avversari” in Libia “e su questo potrebbe esserci una nostra iniziativa: possiamo intervenire in ogni modo”. A ribadire tali concetti è anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini: “La violazione della No- fly zone farebbe scattare l’attacco a postazioni radar, o a postazioni militari di contraerea” e, dovendo svolgere questo compito, “i mezzi italiani non sono da meno degli altri”. Si tratta di quella che tecnicamente viene chiamata capacità SEAD, cioè “soppressione delle difese aeree nemiche”: è ciò che l’Italia ha già fatto con i raid aerei in Kosovo e che potrebbe apprestarsi a ripetere in Libia. Questa volta non con la Germania, come avvenne nei Balcani, ma insieme ad altri Paesi, Usa e Gran Bretagna in testa. Proprio sulla No-fly zone dunque i ministri tagliano corto: “Se la Nato organizzerà una No-fly zone noi ci saremo, se lo faranno altri Paesi noi parteciperemo”. Discorso analogo anche per il blocco navale volto a garantire l’embargo: la portaerei Garibaldi (con a bordo i caccia Av8) è salpata, infatti, ieri da Taranto per dislocarsi in Sicilia, mentre la nave Libra attraccherà oggi in un porto libico con aiuti umanitari. Mobilitato anche il caccia Andrea Doria, che si occuperà della difesa aerea. Tornando alle basi aeree, che secondo Frattini “saranno la chiave” per il successo dell’intervento della coalizione internazionale in Libia, il ministro La Russa ha spiegato che sono sette quelle messe a disposizione dall’Italia: Amendola (dove sono schierati i caccia Amx e i velivoli senza pilota Predator), Gioia del Colle (base dei nuovi caccia Eurofighter, schierati anche a Grosseto), Sigonella e Aviano (due basi che servirebbero essenzialmente ad ospitare assetti di altri Paesi), Trapani (aeroporto specificatamente attrezzato per gli aerei radar Awacs e sede di caccia intercettori F-16), Decimomannu (base logistica) e Pantelleria (la base aerea più vicina alla Libia).

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di Antonio Formisano
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