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Il richiamo del Capo dello Stato al Carroccio

Libia, Napolitano: “Restiamo”. Ma la Lega ribadisce lo stop

Maroni: “Il 30/6 sarà il Parlamento a decidere”

Libia, Napolitano: “Restiamo”. Ma la Lega ribadisce lo stop
20/06/2011, 18:06

ROMA - “È nostro impegno, sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze degli altri Paesi che hanno raccolto l’appello delle Nazioni Unite”: all’indomani della festa padana, durante la quale Bossi ha più volte scandito il “via dalla Libia”, arriva la risposta secca del Capo dello Stato.
In occasione della celebrazione dei 60 anni della firma della Convenzione di Ginevra sui rifugiati, il presidente della Repubblica gela la Lega e il suo intervento lascia di stucco chi, sul palco del pratone di Pontida, ieri ha incassato gli applausi del popolo lumbard, con l’aut aut sulle missioni all’estero, affermando che il Carroccio chiederà al presidente del Consiglio la fine dell’impegno militare italiano in Libia, in quanto unico modo per bloccare lo sbarco dei clandestini sulle nostre coste.
Il nostro Paese, ha sottolineato l’inquilino del Colle, "non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia, un Paese a noi così vicino e con il quale abbiamo nel tempo stabilito rapporti così intensi; non poteva rimanere inerte dinanzi all’appello del Consiglio di sicurezza, perchè si proteggesse una popolazione che chiede libertà, autonomia, giustizia, perchè la si proteggesse dalla feroce repressione del regime del colonnello Gheddafi e le si aprisse la prospettiva di una pacifica evoluzione politica e civile verso forme di reggimento democratico”.
Parole che non piacciono alla Lega, che risponde al richiamo negativo di Napolitano con tempestività, attraverso il ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Ribadisco la posizione già espressa a Pontida e cioè la riforma fiscale, la modifica del patto di stabilità e la richiesta al presidente del Consiglio di dire quando terminerà l’impegno in Libia”. Per il ministro dell’Interno, infatti, si stanno spendendo soldi in Libia e soldi per i profughi che arrivano “senza ottenere alcun risultato”: per questo “vanno trovate soluzioni alternative e il Parlamento è sovrano. Il 30 giugno ci sarà il rinnovo delle missioni e quella sarà la sede utile per discutere della Libia”.

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di Antonio Formisano
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