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Il battibecco di ieri, poi la pace (pubblica)

Licenziamenti nel pubblico, Monti bacchetta Fornero-P.Griffi


Licenziamenti nel pubblico, Monti bacchetta Fornero-P.Griffi
05/06/2012, 12:06

ROMA - Alla fine arriva Mario Monti e bacchetta tutti: "Basta con queste risse inutili. Quante volte mi sono raccomandato di evitare di finire sui giornali l’un contro l’altro". Il premier ha chiesto energicamente ai ministri Fornero e Patroni Griffi una nota congiunta per stemperare il clima da rissa che ieri ha evocato di nuovo le elezioni anticipate ad ottobre.
Nelle serata di ieri a palazzo Chigi Monti ha riunito la task force del governo, guidata dal ministro Giarda, per parlare di spending review, ma ha colto l'occasione per chiedere al ministro della Funzione Pubblica di "condividere" con la collega Fornero la nota nella quale in serata si ristabilisce (almeno pubblicamente) l'equilibrio nell’esecutivo.

LA NOTA CONGIUNTA - Nella breve nota si ribadisce che  nella legge delega che contribuirà a decidere sulle sorti dei dipendenti pubblici in Italia nulla è escluso, compreso il tema dei licenziamenti. Ma sarebbe sbagliato partire dal tema dei licenziamenti, è ancora fresco il ricordo dell'errore compiuto con la riforma del mercato del lavoro. Ed ecco la timeline: prima si tratta con i sindacati e poi si mette nero su bianco il testo che, per quanto riguarda il pubblico impiego, è ancora tutto da definire.

FORNERO-PATRONI GRIFFI, DUELLO A DISTANZA - Ma la Fornero, ieri, ha rimesso tutto in discussione sollecitando una equiparazione tra licenziamenti privati e licenziamenti nel pubblico impiego. Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati che hanno attaccato il ministro del Welfare, accolto a Torino da dure contestazioni di un cospicuo gruppo di disoccupati.
Per l'intera giornata di ieri i due ministri hanno battibeccato a distanza: la Fornero rivendicava la sua competenza ad intervenire su un tema che, secondo lei, riguarda le pari opportunità (tra lavoratori pubblici e privati), ma Patroni Griffi ha risposto ricordando  i protocolli già firmati con i sindacati e l’intesa esistente nel governo a varare una legge delega che "non conterrà una disposizione specifica sui licenziamenti disciplinari ma rimetterà la materia al Parlamento".
Il duello, in ogni caso, è sospeso. Più esatto, forse, dire rimandato a domani.
 

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di Gaia Bozza
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