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Tentativo di pressione sulla Procura per il dissequestro

L'Ilva mette 1400 operai in cassa integrazione per rappresaglia

Il governo pronto ad aiutare ancora la proprietà

L'Ilva mette 1400 operai in cassa integrazione per rappresaglia
12/12/2012, 09:20

TARANTO - Non è tardata la risposta dei Riva, proprietari dell'Ilva, alla decisione della Procura di Taranto di non dissequestrare circa 2 milioni di tonnellate di semilavorati in acciaio frutto dell'attività dell'Ilva degli ultimi 4 mesi. La società ha annunciato di aver avviato le pratiche per la messa in cassa integrazione di 1400 operai. E lo dicono apertamente che si tratta di una rappresaglia, nel loro comunicato: "A seguito del rigetto odierno da parte del Gip della richiesta di Ilva dell'applicazione del decreto legge 207  del 3 12 2012, Ilva comunica  le drammatiche conseguenze che tale decisione comporta per i livelli occupazionali e per la situazione economica dell'azienda. Da ora e a cascata  per le prossime settimane  circa 1.400  dipendenti, appartenenti prevalentemente alle aree della laminazione a freddo, tubifici e servizi correlati, rimarranno senza lavoro. Il numero di questi lavoratori si andrà a sommare ai  1.200 dipendenti già attualmente in cassa Integrazione per le cause già note quali la situazione di mercato e le conseguenze del tornado che ha investito lo stabilimento di Taranto lo scorso 28 novembre". E non si fermano qui i Riva, che aggiungono: "Ma si fermeranno - prosegue la nota dell'Ilva - poi a catena gli impianti Ilva di Novi Ligure, Genova Racconigi e Salerno, dell’Hellenic Steel di Salonicco, della Tunisacier di Tunisi e di diversi stabilimenti presenti in Francia, nonchè tutti i centri di servizio Ilva, quali Torino, Milano e Padova, nonchè gli impianti marittimi di Marghera e Genova. Tutto ciò comporterà, in attesa di ricostituire la scorta minima per la ripresa dei processi produttivi,  una ricaduta occupazionale che coinvolgerà un totale di circa 2500 addetti. Le ripercussioni maggiori si avranno a Genova e Novi Ligure dove nell’arco di pochi giorni da oggi, saranno coinvolte circa 1.500 persone (1.000 su Genova e 500 su Novi Ligure)". Il tutto con una carota finale: l'Ilva si rivolgerà al TRibunale del Riesame che dovrà scegliere se mandare 4000 operai in cassa integrazione e applicare la legge oppure disapplicarla. 
Ma il governo già è pronto a scendere in campo, nuovamente contro la magistratura. Infatti il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha annunciato che il governo aggiungerà nel decreto Ilva un emendamento retroattivo per consentire all'Ilva di vendere i manufatti sequestrati dalla Procura come corpo del reato, dato che sono stati prodotti mentre l'azienda agiva in maniera illegale. 
Nel comunicato non si fa cenno a quando la società comincerà o lavori di bonifica dell'azienda. 

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di Antonio Rispoli
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