Politica / Regione

Commenta Stampa

Napoli. Voto di scambio: sott'osservazione dieci sezioni

L'imbarazzo di un Consiglio "condannato" e "colluso"...


L'imbarazzo di un Consiglio 'condannato' e 'colluso'...
02/04/2010, 14:04

NAPOLI - La composizione della giunta regionale è il primo banco di prova per la “svolta” annunciata dal centrodestra. Insomma, già dai nomi degli interpreti di quello che sarà presentato come il “governo del fare” si capirà il futuro della Campania ed il destino di Stefano Caldoro.
Silvio Berlusconi, dopo la figuraccia sulla promessa mancata delle liste pulite in Campania, interviene con un messaggio diretto al neo-governatore: “Serve una giunta di alto profilo”. Alto profilo significa che i consiglieri regionali condannati, indagati o coinvolti in “affaire” con esponenti della criminalità organizzata restino lontani dal Palazzo a Santa Lucia. Il problema principale che spaventa innanzitutto il premier è questo: il centrodestra in Campania non ha una classe dirigente e la neo maggioranza deve fare i conti proprio in queste ore con consiglieri ineleggibili, condannati per camorra come Roberto Conte di Alleanza di Popolo o in affari con essa. Roberto Conte. Candidabile ma non eleggibile. Lo hanno candidato e lui è stato pure eletto. Ora non ne parlano. Non vogliono affrontare l’argomento pubblicamente. Crea imbarazzo. Non solo per il caso specifico. Il timore che serpeggia nel centrodestra è un altro. Si tratta di una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere da un momento all’altro. In sostanza, da indiscrezioni trapelate, Conte, se messo alle corde da una mancata trattativa con i vertici del centrodestra, potrebbe “sputtanare” i colleghi di coalizione eletti. Roberto Conte fino ad oggi ha fatto da parafulmine. Il capro espiatorio utilizzato per coprire situazioni ugualmente imbarazzanti. Non a caso, proprio il Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha acceso i riflettori per passare ai raggi x tutti gli eletti. E sarebbero uscite clamorose novità su altri consiglieri condannati. Quello che Conte, se messo da parte e costretto alle dimissioni senza una trattativa con una contropartita convincente, potrebbe sbandierare ai quattro venti. C’è tensione. C’è timore che una semplice conferenza stampa di un qualsiasi dissidente in merito ai rapporti con la giustizia di alcuni importanti consiglieri del centrodestra, atti alla mano, possa mettere in crisi la maggioranza di governo. Anche perché le indagini della magistratura sul voto di scambio a Napoli e in provincia si concentrano in particolare su dieci sezioni: sotto la lente di ingrandimento i quartieri Stella, San Lorenzo, Vicaria, Fuorigrotta, Pianura e la periferia nord del capoluogo partenopeo. Miano, Piscinola, Scampia, Secondigliano. Zone ad alta densità criminale, dove il consenso spesso è gestito dai clan della camorra e dai capirione, che racimolano voti in cambio di soldi. Nemmeno a dirlo, proprio in queste zone si registrano picchi elettorali annunciati. Non a caso si tratta di candidati che erano stati segnalati come sicuri vincitori proprio grazie alla compravendita del voto. Alcuni dei quali in posizioni imbarazzanti per condanne ed inchieste della Procura della Repubblica su affari consumati e da consumare con la criminalità.
Una argomento spinoso, intrigato, affrontato pure in commissione Antimafia nel corso dell’audizione del ministro degli Interni, Roberto Maroni. Il quale, si è impegnato a consegnare un articolato dossier entro giovedì. Sotto esame anche la galassia dei disoccupati organizzati. Un sottobosco, un esercito di persone che hanno usufruito dello sperpero di denaro pubblico gestito in questi anni da Corrado Gabriele, candidato alle ultime elezioni nella lista del Pd. In campagna elettorale sono usciti nuovi bandi, la promessa è sempre la stessa: 500 euro mensili per non fare nulla, senza la prospettiva della stabilizzazione, in cambio del voto. Precari a vita. Un ottimo “escamotage” per tenere sotto controllo le masse, tenerle in una situazione instabile, in modo tale da sottostare sistematicamente alle pretese del politico. La Procura sta indagando pure sulle manovre per ottenere il consenso dalle liste dei “senzalavoro”. Per il momento la “svolta” promessa non c’è stata. Il Consiglio, i partiti, i candidati, rispetto alle scorse elezioni hanno fatto un passo avanti. Nei rapporti con la criminalità, nella compravendita del voto durante una campagna elettorale deviata, distorta da metodologie che non lasciano intravedere all’orizzonte nulla di buono…

Commenta Stampa
di Giovanni De Cicco
Riproduzione riservata ©