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Napoli. Sott'accusa il presidente del Corecom

Lino Zaccaria bocciato per "manifesta incapacità"

A rischio centinaia di posti di lavoro nell'emittenza locale

Lino Zaccaria bocciato per 'manifesta incapacità'
04/03/2011, 09:03

NAPOLI - L'idillio tra le emittenti locai ed il nuovo presidente del Corecom, Lino Zaccaria, dopo i buoni proclami alla presentazione del nuovo organismo, è già arrivato al capolinea. La causa? Manifesta incompetenza. Non solo i sette mesi di ritardo  per la nomina del comitato regionale per le comunicazioni; adesso si mette pure Zaccaria a perdersi nei meandri della burocrazia e dell'indecisione. Il risultato? Centinaia di posti di lavoro a rischio. 
Eppure, la questione è spinosa, intrigata, incomprensibile. Soprattutto relativa agli aspetti legati alla vecchia gestione. Zaccaria non sa dove mettere le mani, avrebbe bisogno di aiuto. Del sostegno. Lo ha detto chiaramente durante l'ultima infuocata riunione ai suoi compagni di viaggio. Non sa da che parte inziare. E allora cosa ha pensato? Di rivolgersi all'Avvocatura di Stato e non, come prassi, logica e consuetudine prevedono, all'uffico Legale della Regione Campania.  Perchè?
Zaccaria e la sua manifesta incapacità rischiano di affondare il sistema televisivo regionale. Definitivamente. L'opposizione interna al Corecom vuole vederci chiaro, ha reagito con forza ma Zaccaria ha sorpreso tutti per la sua arroganza, arrivata ai limiti dell'intimidazione. Altro che trasparenza e nuovo corso.
Ecco perché gran parte delle emittenti locali stanno predisponendo, da indiscrezioni trapelate, un appello indirizzato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro "affinché si intervenga con decisione per fermare una dettagliata strategia che punta al massacro delle tv locali".
Pure perchè le ombre sull'attività del nuovo presidente del Corecom si addenzano sempre di più soprattutto per la continuità garantita dai dirigenti e funzionari delle passate gestioni. Anni bui, una pagina nera per le telecomunicaizoni in Campania, caratterizzati da scandali, denunce, processi e persino arresti. Ma nessuno bonifica. Nessuno controlla. Nessuno si scandalizza. 
E la svolta concreta promessa? Abortita immediatamente. Tutto è fermo. Tutto è paralizzato. E allora il dubbio sorge spontaneo: ma vuoi vedere che alla base della sua manifesta incompetenza e la volontà di allungare i tempi burocratici c'è un disegno già scritto che punta a massacrare l'emittenza locale? In linea con il tentativo che la "supercricca" delle comunicazioni ha già iniziato a livello nazionale. Infatti, la Campania è l'unica regione d'Italia, la solita cenerentola, a non aver ancora messo mano alla graduatoria 2010 per i contributi relativi al 2009. DI conseguenza, molte aziende rischiano il crollo, rischiano di chiudere bottega.
 Ieri come oggi, però, gli avvoltoi avranno la vita molto dura. Gli editori sono pronti a scendere sul piede di guerra. Anzi, sono già in guerra con un presidente che rischia di fallire prima ancora di iniziare. Lino Zaccaria.  
 

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di Redazione
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