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Verranno sostituite da un aumento dell'Iva di 2 punti

L'ira di Berlusconi: no alle misure antievasione fiscale


L'ira di Berlusconi: no alle misure antievasione fiscale
02/09/2011, 09:09

ROMA - A quanto pare, non è piaciuto a nessuno all'interno del Pdl il blitz effettuato ieri da Giulio Tremonti sulla manovra, blitz che è servito a mettere alcune norme - per quanto blande e di scarsa efficacia reale - contro l'evasione fiscale. Ed è proprio quello l'argomento che non è piaciuto nè al Cavaliere nè a diversi ministri. Pare che Berlusconi abbia commentato con parole dure: "Roba che neanche Visco..." oppure "Sono cose da socialismo reale".
Da qui l'annuncio, nel momento di lasciare l'Eliseo, della "clausola di salvaguardia": un emendamento voluto dallo stesso Berlusconi, che prevede un aumento dell'Iva di 2 punti (dal 20 al 22%). La stima è di entrate per oltre 6 miliardi che dovrebbero mettere a tacere anche il fatto che la manovra, secondo tutti i tecnici, non ha coperture sufficienti. Il problema è che questa misura sull'Iva, oltre a colpire più le fasce economicamente povere della popolazione, ha un forte effetto depressivo sulla crescita economica. Proprio quando la Ue ha chiesto esplicitamente che l'Italia provveda a far salire il Pil, troppo vicino ad una crescita zero.
Anche perchè ci sono due misure che restano quasi inalterate, e che generano forti malumori nella maggioranza. Il primo è il taglio ai Ministeri: restano 6 miliardi di tagli lineari, e questo genera la rabbia dei ministri interessati che non vi vogliono rinunciare. La seconda è il taglio ai comuni e agli enti locali: la Lega voleva almeno un dimezzamento da 6 a 3 miliardi, invece il taglio resta superiore ai 4 miliardi. SI tratta di un impegno comunque notevole, che ha già scatenato l'ira di molte persone all'interno del Pdl, a cominciare dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, e dal governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

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di Antonio Rispoli
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